Cronache di fantascemenza 2024
Torna a Cronache

Testo tratto dalla pagina Facebook di Betty Stocchino. Autore: Davide Polcari


Testi di Mikela Broggio tratti dalla sua pagina Facebook
Feudalesimo Polcari


Anarchia


(Immagine tratta da The Great Treason Incident - Anarchism in Japan ù
Schizzo degli anarchici imputati)
Feudalesimo - di Davide Polcari
L’ALMANACCO DEL GIORNO
Il 10 Gennaio del 1072, dopo undici anni di guerra, Roberto il Guiscardo (1025-1085), Duca di Puglia e Calabria della stirpe degli Altavilla, e il fratello Ruggero il Gran Conte (1031-1101), già creato Conte di Sicilia dal fratello maggiore nel 1071, conquistavano Palermo.
I. I NORMANNI
I Normanni erano giunti in Italia all'inizio dell'XI Secolo come avventurieri in cerca di contratto. Forti della loro cultura della guerra, ereditata dai progenitori vichinghi, e delle incredibili competenze tattiche sviluppate negli ultimi cent'anni in Normandia, a contatto con i Franchi, costituivano con la loro cavalleria pesante la macchina bellica più forte del tempo. Essi stessi avevano inventato l'uso di caricare tenendo la lancia ben stretta sotto il braccio, anziché alta sopra la testa.
In questo scenario si erano distinti gli Altavilla, i figli cadetti del conte Tancredi di Hauteville (980/990-1041). Prima i figli della prima moglie Muriella (†1025): Guglielmo Bracciodiferro (1010?-1046), Drogone (1010?-1051), Umfredo (1010?-1057) e Goffredo (1020-1071). Poi i figli di secondo letto: Roberto il Guiscardo (1015-1085), Malgerio (1025-1053/1063), Guglielmo del Principato (1027-1080?), Ruggero il Gran Conte (1031-1101), Serlone (1040-1072).
II. LA SICILIA
Dopo aver servito nelle guerre del Mezzogiorno tra il Papato, i principi longobardi e le forze greche di Costantinopoli, i guerrieri normanni erano sbarcati in Sicilia una prima volta al seguito del Catapano d'Italia, Giorgio Maniace (998-1043). Questi aveva con sé anche la Guardia Variaga, composta principalmente dai Rus' di Kiev, ma tra le cui file militava anche il principe norvegese Harald Hardråde (1015-1066), della stirpe di Bellachioma, divenuto poi Re di Norvegia nel 1047.
Tra il 1037 e il 1043 le spedizioni di Maniace in Sicilia, parte di un ambizioso progetto di riconquista maturato a Costantinopoli, avevano evidenziato la debolezza militare dell'Emirato di Sicilia, a quell'epoca frantumato i piccoli potentati locali, ma anche la ricchezza dell'isola, potenzialmente una preda perfetta. Tuttavia, a seguito di gravissimi dissidi sorti tra i reparti, la spedizione di Maniace era fallita e lo stesso stratega, richiamato a Costantinopoli per rispondere alle accuse di tradimento, era caduto in disgrazia, lasciando un vuoto di potere.
III. LA CONTEA DI PUGLIA
Nel 1042, il principe longobardo Guaimario IV di Salerno (1013-1052), alleandosi con il Sacro Romano Impero contro Costantinopoli, si era fatto proclamare Duca di Puglia e di Calabria, annunciando quindi l'intento di impossessarsi delle terre sotto dominio greco. Il suo potere si basava sull'appoggio dei mercenari normanni, primi fra tutti i Drengot e gli Altavilla, ma tale sostegno era stato ricompensato, sicché nel 1043 Rainulfo Drengot (†1045) era stato confermato Conte di Aversa e Guglielmo Bracciodiferro era stato creato Conte di Puglia, nella sostanza signore di Melfi, prima capitale normanna.
In tale dignità, a Guglielmo era succeduto nel 1046 il fratello Drogone e a questi, nel 1051, il fratello Umfredo.
IV. DA CIVITATE (1053) A MELFI (1059)
Preoccupato dal consolidamento di uno Stato normanno, san Leone IX, al secolo Brunone di Egisheim-Dagsburg (1002-1054), aveva raccolto un esercito di 6.000 uomini, tra longobardi e svevi inviati dall'imperatore, e stava cercando di unirsi alle forze greche inviate da Costantinopoli, quando era stato sconfitto e catturato dalle forze normanne a Civitate (1053). Ob torto collo, il pontefice prigioniero — pur ricevendo un trattamento di tutto rispetto — aveva riconosciuto i diritti feudali degli Altavilla e dei Drengot, assicurando loro una formale investitura.
Si era comunque trattato di un atto meditato, che aveva lasciato conseguenze, determinando un radicale mutamento della politica meridionale del Papato. Dopo lo Scisma d'Oriente (1054), infatti, i pontefici avevano intuito le grandi potenzialità di un'alleanza con i normanni.
Così, nel 1059, papa Niccolò II, al secolo Gerardo di Borgogna (980-1061) aveva conferito a Roberto il Guiscardo — succeduto frattanto al fratellastro Umfredo come Conte di Puglia, nel 1057 — il titolo di Duca di Puglia, di Calabria e di Sicilia, di fatto ipotecando conquiste ancor lungi dal realizzarsi, ma conferendone così mandato.
V. LA CONQUISTA DELLA SICILIA
Forti dell'esperienza maturata ai tempi di Maniace, i normanni si erano affacciati in Sicilia in un momento di crisi del dominio agareno: il potere sull'isola risultava frammentato tra diverse famiglie impegnate a formare emirati indipendenti a Mazara, Girgenti e Siracusa, in un contesto che risultava ormai isolato dal Nord Africa.
Il Guiscardo aveva incaricato il fratello Ruggero di un primo sbarco, che questi aveva condotto con una sessantina di cavalieri appena. Quindi, nel 1061 i due fratelli avevano posto sotto assedio Messina, stabilendovi un quartier generale e innalzando nuove fortificazioni.
Nel 1063 nei pressi del fiume Cerami, un affluente del Salso, Ruggero aveva sconfitto con un pugno di uomini, tra cui il fratello minore Serlone, poco più che ventenne, un grande esercito di arabi siciliani e africani. Secondo il racconto di Goffredo Malaterra, cronista contemporaneo, il solo Serlone, con appena trentasei cavalieri, aveva sconfitto e mandato in rotta un esercito di 30.000 saraceni; al sopraggiungere di Ruggero, con altri cento uomini, inseguiti i fuggiaschi, ne aveva uccisi 15.000.
Nel 1064, lo stesso Ruggero, installando una serie di guarnigioni, si era già impossessato della Sicilia Nordorientale e di un grosso bottino, diviso con il fratello maggiore.
Dopo aver conquistato Cerami, Troina e altre città, nel 1071 i Normanni si erano impadroniti di Catania. Erano un pugno di uomini, poco più che mercenari e briganti, ma le loro capacità strategiche e tattiche erano straordinarie.
VI. LA CONQUISTA DI PALERMO
L'antica capitale dell'Emirato di Sicilia capitolò al termine di un lungo assedio, il 10 Gennaio del 1072. Roberto creò allora Conte di Sicilia il fratello Ruggero, che si trovò a governare una contea che comprendeva territori non ancora conquistati. Palermo sin da subito divenne la capitale della contea e in seguito sarebbe diventata la capitale del Regno di Sicilia.
VII. ULTERIORI SVILUPPI
La completa conquista dell'isola, ormai frammentata in piccoli potentati tra loro divisi, avrebbe richiesto altri vent'anni e sarebbe stata completata dal solo Ruggero. Questi, comunque, contando sulla propria superiorità bellica, avrebbe comunque confidato sull'élite burocratica greca e araba per riorganizzare il proprio dominio.
VIII. LA MENZIONE DANTESCA
Pur vissuto oltre due secoli dopo questi fatti, Dante Alighieri (1265-1321) avrebbe deciso di menzionare nella sua "Commedia" il duca Roberto Guiscardo sia nel paragonare la tragedia della guerra da lui combattuta allo spettacolo che il Sommo Poeta avrebbe descritto nella nona bolgia dell'ottavo cerchio dell'Inferno, ove i seminatori di discordie sono colpiti di spada da un diavolo (Inferno, Canto XXVIII, v. 14), sia nel cielo di Marte, ove l'avrebbe visto fra coloro che combatterono per la fede e per la Chiesa (Paradiso, Canto XVIII, v. 48).
IX. LE FONTI PRIMARIE
Tra le principali fonti primarie sulla conquista normanna della Sicilia vi sono le "Gesta Roberti Wiscardi" di Guglielmo di Puglia (XI-XII Sec.) e il "De rebus gestis Rogerii Calabriae et Siciliae Comitis et Roberti Guiscardi Ducis fratris eius" del citato Goffredo Malaterra (†1098?).
X. BIBLIOGRAFIA
— AA.VV., "Dizionario Biografico degli Italiani", Istituto dell'Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani degli Alfieri (1877-1961):
  - Vito Loré (n. 1971), voce "Roberto d’Altavilla, detto il Guiscardo, duca di Puglia, di Calabria e di Sicilia", nel Vol. 87 (2016);
  - Francesco Paolo Tocco (n. 1964), voce "Ruggero I, conte di Sicilia e Calabria", nel Vol. 89 (2017).
— AA.VV., "Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti", Istituto dell'Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani degli Alfieri (1877-1961):
  - Ernesto Pontieri (1896-1980), voci "Roberto Guiscardo", nel Vol. 29 (1936), e "Ruggiero I conte di Sicilia", nel Vol. 30 (1936).
— AA.VV., "Storia del mondo medievale", Cambridge University Press, Volume IV (La riforma della Chiesa e la lotta fra papi e imperatori):
  - Ferdinand Chalandon (1875-1921), "XIV. La conquista normanna dell'Italia Meridionale e della Sicilia".
— Umberto Bosco (1900-1987), a cura di –, "Enciclopedia Dantesca", Istituto dell'Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani:
  - Beniamino Pagnin (1904-1992), voce "Roberto Guiscardo", nel Vol. 4 (1973).
— Amedeo Feniello (n. 1962), "Sotto il segno del leone - Storia della Sicilia musulmana", Laterza (2011-2022).
— Marco Scardigli (n. 1959), "Le battaglie dei cavalieri. L'arte della guerra nell'Italia medievale", Arnoldo Mondadori Editore (2012).
— Salvatore Tramontana (1920-2007), "Il Mezzogiorno medievale - Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi nei secoli XI-XV", Carocci (2000).
------
[Nell'immagine: a sinistra la resa di Palermo vista dal pittore siciliano Giuseppe Patania (1780-1852); a destra, carta geopolitica dell'Italia nel 1084, tratta da Wikipedia]



"Quando i batteri entrano nel flusso sanguigno di una persona, la sua salute peggiora gradualmente. La stessa cosa accade con il denaro"...
L'articolo risale all' anno di grazia 1900 e venne pubblicato sullo Yorozu Chōhō, giornale dell'ala radicale dell' allora nascente movimento socialista giapponese, che verrà chiuso dalle autorità nel 1905 per propaganda antimilitarista.
Quando scrive "abolire il denaro!", Shūsui Kōtoku ha quasi 30 anni ed è già socialista, ma non ancora approdato al pensiero anarchico.
Non ci sono dubbi sul fatto che la fiducia in concetti arcaici e aristocratici come "la forza e l'onore" sia qualcosa che poco ha a che fare col movimento anarchico quale noi conosciamo e al quale ci richiamiamo, e sappiamo bene che la critica antissessista e femminista, negli anni, ha sviluppato ben altre riflessioni sul fenomeno della prostituzione, che può tranquillamente essere una scelta senza che ciò leda la dignità dell' individuo (ma appunto deve essere una scelta, non una costrizione dettata dalla condizione sociale).
Non di meno, ritengo assai importante rilanciare un pensiero stupendo: una società finalmente liberata dal denaro...
Un pensiero che negli ultimi anni è sempre più stato relegato a utopia infantile, per fare posto a rivendicazioni di un "salario migliore" o di un "reddito per tutti".
Consci del fatto che è difficile entrare e raccapezzarci tra le idee di un anarchico del Giappone di fine XIX secolo, credo che un concetto come quello di "forza" possa essere invece assimilato alla capacità, la base del socialismo e dell' autogestione secondo il vecchio adagio "da ciascuno secondo le proprie capacità - a ciascuno secondo i suoi bisogni"; il concetto di "onore", invece, va letto piuttosto come quello già citato di "dignità": dignità di poter fare quello che si vuole senza costrizioni sociali o imposizioni autoritarie, ovvero quanto calpesta la dignità (e dunque l'onore) di una persona.
Ecco, mi sembra che l'appello di Kōtoku sia in fondo un grande invito all'autodeterminazione, attuabile solo e soltanto abbattendo la società capitalista e il suo strumento prediletto: lo Stato.

ooo

"Ma è bene se la coscienza riceve larghe ferite perché in tal modo diventa sempre più sensibile a ogni morso. Bisognerebbe leggere, credo, soltanto libri che mordono e pungono. Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggerlo? Affinché ci renda felici, come scrivi tu? Felici saremmo anche se non avessimo libri, e i libri che ci rendono felici potremmo scriverli noi. Ma abbiamo bisogno di libri che agiscano su di noi come una disgrazia che ci fa molto male, come la morte di uno che ci era più caro di noi stessi, come se fossimo respinti nei boschi, via da tutti gli uomini, come un suicidio. Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".
Frank Kafka, lettera ad Oskar Pollack, 27/01/1904

ooo

Ode al ratto!
Tornando al periodo di confinamento, alcuni non avevano più granché da mettere sotto i denti. Questo era dovuto principalmente alla chiusura di numerosi negozi alimentari (oltre al fatto che molte persone non avevano risorse economiche sufficienti)... ma per soddisfare il loro feroce appetito, i nostri amici roditori, che sono dotati di un olfatto assai sviluppato tra le specie che popolano il pianeta, hanno trovato una prelibatezza altrettanto succulenta e abbondante. A partire dal XVII secolo, Rattus norvegicus ha progressivamente sostituito alle nostra latitudini Rattus Rattus, più comunemente chiamato "ratto nero". Più grande, più grosso e più goloso del suo predecessore, possiede un gusto assai sviluppato e non esita a scegliere il proprio cibo per trovare gli alimenti che più gli piacciono. D'altra parte, è in grado di registrare il gusto di ciò che mangia e riesce perfino a capire se un alimento che già conosce sia stato modificato.
A Poitiers, per esempio, i nostri fini buongustai si sono concessi una leccornia situata sotto il cemento tra il municipio e la biblioteca multimediale. Cosa ci sarà mai lì sotto?
Cavi in fibra ottica le cui guaine sono ricche di amido. Questo potrebbe dunque diventare uno dei loro pranzi preferiti negli anni a venire, considerata la loro diffusione.
Numerosi esempi simili si sono verificati ovunque. Il loro lauto pasto non è stato gradito dai vari 'domini', avendo escluso in particolare diversi 'server' installati nei siti dei vari comuni.
Questo piccolo animale molto mobile, intelligente e con un'alta capacità riproduttiva non ha mai goduto di grande popolarità nel corso della storia, soprattutto perché è considerato responsabile della propagazione della peste oltre che di una moltitudine di malattie.. ma che cazzo importa la cattiva reputazione, questa esagerata squisitezza può parlare al cuore di coloro che hanno già gioito per i numerosi recenti sabotaggi contro la rete, da lì a vedervi la zampata di un movimento di ultra-Rattus che, in pieno confinamento, moltiplica i pasti ricchi di fibre e rosicchia le arterie del dominio tecnologico.

ooo

Petrolio israeliano.
"Israele ha il diritto di difendersi". A un mese dall' attacco di Hamas e della brutale risposta di Israele, così si è espressa Ursula von der Leyen nel suo discorso alla conferenza degli ambasciatori europei. L'UE non si unisce all'appello globale per il cessate il fuoco e rimane sorda davanti a un massacro di civili senza precedenti. Nella complessa dinamica geopolitica della regione, il tema dell'energia e del gas in particolare, ha sicuramente il suo peso. Dalla risposta europea all'invasione russa dell'Ucraina, contenuta nel pacchetto RePowerEU, Israele è diventato uno dei partner strategici per la sicurezza energetica europea. Una partnership che si è riscaldata nell'ultimo anno, in primis con la firma di un accordo trilaterale tra UE, Egitto (ricordate le ultime missioni di Draghi) e Israele che impegna Tel Aviv a vendere all'UE il gas dei giacimenti off-shore di Leviathan e Tamar, passando dai terminal Gol egiziani. Pochi mesi dopo la firma dell'accordo, il primo ministro israeliano Yair Lapid, in visita a Berlino, ha confermato che l'obiettivo del suo Paese era sostituire fino al 10% le importazioni di gas dell' UE dalla Russia. Nel 2022, Israele ha esportato circa 10 miliardi di metri cubi di gas, di cui buona parte verso il mercato europeo. L'infrastruttura strategica per veicolare il gas verso i terminal egiziani di Damietta e Idku è il gasdotto Ashkelon-Al Arish, un tubo di 90 km che attraversa il confine tra i due paesi via mare passando proprio davanti alla striscia di Gaza e di fatto bypassandola. Ma per raggiungere l'obiettivo di esportare almeno 15 miliardi di metri cubi all'anno, a maggio di quest'anno Israele ha messo in campo la costruzione di un secondo gasdotto verso l'Egitto, lungo 65 km, che parte da Ramat Hovat a sud di Beersheva, passando da Ashalim e fino a Nitzana, al confine con l' Egitto. Il nuovo tubo dovrebbe permettere l'esportazione di ulteriori 6 miliardi di metri cubi di gas all' anno. Nello stesso periodo, l'esecutivo sionista ha anche aperto un bando per 12 nuove concessioni di esplorazione di gas off shore, 6 delle quali, relative a giacimenti confinanti con il mega giacimento di Leviathan, sono state assegnate a fine ottobre a un consorzio guidato dall'italica ENI. Così il cane a sei zampe, già presente nel mega giacimento egiziani di Zohr e con il controllo del terminal di liquefazione di Damietta, aumenta la propria presenza in una delle aree più strategiche nella mappa energetica ai confini dell' UE. Ma un piede nel paese ENI lo aveva già messo a ottobre dello scorso anno, quando la mediazione della diplomazia statunitense ha aiutato a risolvere le controversie sulle concessioni tra Libano e Israele, permettendo a ENI e alla francese TOTAL di iniziare a esplorare. ENI non è l'unica 'corporation' italica a essere di casa nel mercato del gas sionista, dal 2021 Snam controlla il 25% della East Mediterranean Gas Company, la società dalla struttura societaria opaca che controlla proprio il gasdotto Ashkelon-Al Arish. L'evoluzione della guerra tra i due paesi preoccupa non poco Von der Leyen, così come il governo Meloni, anche per un altro motivo: ciascuno dei paesi fornitori di gas parte del Piano Mattei ha una posizione propria sul conflitto in corso, non sempre allineata con quella pro Israele dell'UE.
Pochi giorni fa, l'Egitto ha "alzato le mani" rispetto alle quantità di gas liquido che potrà esportare verso il mercato europeo: con lo stop per ragioni di sicurezza delle estrazioni dal giacimento Tamar deciso dopo l'attacco di Hamas, in quanto situato poco a nord di Gaza, il governo egiziano ha visto ridursi le importazioni di gas da Israele e, a caduta, anche l'export potrebbe diminuire. Tra aumenti dei prezzi, speculazione e instabilità è difficile prevedere cosa succederà nei prossimi mesi.. per non parlare di un altro progettino riguardante il canale di Suez.