Cronacheodiofantascemenza
Blog di Ricc Sabba

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Dobbiamo scegliere come morire,
se di virus o di fame.



È che ci hanno convinto che possiamo sperare nell'eternità
saturandoci di inutilità.


NOTIZIE E FATTI SUBLIMI,
che corrono fra fantasia, follia e scemenza,

con una fantasia che può essere terrificante, una follia che puo essere illuminante e la scemenza sempre agghiacciante.



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Un flash: lui mia sorella e l’isetta, auto improbabile. Un tentativo di farmi gestire una matita spiegandomi come si disegna una margherita: avevo nove anni. Lo rividi più volte quando ne avevo 30 per una pubblicazione che curava. Mi presentò alla AS Roma ma durò poco: troppi interessati a quel lavoro. Piero Gratton da allora non lo ho visto più e ora leggo che mai più lo potrò rivedere. Ne ho un ricordo antico, amico, sorridente, e caspita se era bravo! Ciao Piero.







Sappiasi che la vendita di alcolici nei supermercati è aumentata del 31%: è fatta, dimenticheremo tutto.







Certo che 'sti leghisti lombardi sono incredibili! All'inizio hanno contestato i primi indirizzi del governo mandando tutti a spasso. Si sono beccati le conseguenze catastrofiche, i loro concittadini più che loro, e hanno cominciato a chiedere il blocco di tutto, in parte riuscendoci. Ogni giorno seminano zizzania e il grimaldello è sempre Fontana pilotato da Salvini quarantanovemilioni e qualche rublo. Mi viene un dubbio: che gli americani si siano provvisti di armi prima dell'epidemia perché sanno che queste situazioni possono sfociare male, anzi peggio, peggio grazie a chi ci specula sopra piuttosto che per il male il se stesso?
Parcoricco.
Lavaggio dei sottovaso in acqua e varechina
(è servito per fare cento flessioni). 😁
sottovaso





L’Italia è una catena. Chi ci governa, come chi ci informa, non si fida di noi, cerca omologhi a suo conforto, se non li trova racconta bugie, ha bisogno di miti, ha bisogno di fare un caso di quanti non seguono la strada scelta, si sente in dovere di educarci e chi non segue la linea è un ribelle. Noi, governati e informati, non ci fidiamo di chi ci governa e ci informa, li raggruppiamo senza distinzione, ne facciamo un caso, ci consideriamo individui e non ribelli.





L’immunologa Maria Luisa Villa fa a pezzi la retorica del “castigatore di somari” di Burioni
Una scossa per rimettere ordine e posizionare i nostri problemi:
“Finché avrai una ragione per vivere e combattere, non avrai tempo per la tristezza”. Pepe Mujica
(José Mujica, detto Pepe, già Presidente dell'Uruguay e prima guerrigliero Tupamaros contro la dittatura, più volte ferito, poi in carcere, poi evaso quindi rinchiuso per 12 anni in un pozzo dal tiranno di turno nel suo paese).
Basta parlare di virus, è tutto chiaro. Lo era già da subito ma ogni volta è umano sperare. Ho iniziato pensando male della Germania col suo centellinare le conseguenze di questo male per poi finire sbalordito dall’approssimazione della nostra Italia, quasi a dire che non sappiamo contare. Adesso vedo la storia di sempre, ritrovo prevedibili le nostre deficienze, il pasticcio è sempre all’italiana, e il rigore tedesco che diventa errore (e poi terrore? la storia si ripete, staremo a vedere). E l’ognuno per se di questa Europa troppo vecchia per saper ragionare. E il nostro continuo bisogno di aiuto, che, incredibile, arriva sia pure oggi ricco sul fronte non americano …anche questo prevedibile pensando a Trump, alla povertà del tipo! per non parlare del suo ambasciatore: l’avete sentito? Povera America, più che cadere il suo è precipitare! Una storia, per ora scritta, che si è presentata in una accezione, la pandemia, che nessuno vorrebbe rivedere e che le probabilità dicono vada a scemare. Saremo felici. È un modo di dire: felici di tornare a pensare ai danni che infliggiamo al pianeta in una situazione economica pesantissima: in qualche modo i conti li dovremo pagare. Ma dov’è la novità?





Voglio diventare svedese







Vedo come vanno le cose dove questa epidemia non è esplosa, per esempio qui a Roma, e è tutto più facile oltre che lineare rispetto alle previsioni. Mi vado convincendo che per capire la situazione lombarda sia sufficiente il numero concentrato nello spazio e nel tempo (che è poi è lo spunto per cui ci hanno relegato in casa). Il numero: troppi e tutti insieme e è stato il caos, con l'ospedale affollato che non è stato più punto di cura ma di contagio (vedi decesso medici al Nord, zero allo Spallanzani di Roma). Poi c’è l’avanzata età media. Certo, è più o meno la stessa a Milano e a Roma, ma diversamente sottoposta al contatto, perché è il contatto che fa il contagio: la falcidia a Nord nelle case di cura come qui a Roma nei conventi delle suore. All’interno di queste strutture c’è stato un risultato, per diffusione e mortalità, simile. Ecco perché insisto sul contatto, conseguenza di una convivenza stretta. Già m’è successo di insistere su questa parola: solo da poco, sulla spinta dei media e di certa destra, prima ancora che del governo che si è adeguato, si insiste sull’isolamento in casa, ma se vi andate a rivedere le interviste dei medici, di chi opera realmente contro questa peste, è questa la parola discriminante: contatto.
Coronavirus. Abbiamo un dato sull'identificazione del virus che arriva adesso dal produttore cinese del test col tampone: 97,5% (Annunziata-Mezz'ora). Però, attenzione, non ci sono verifiche, è quel che dice il produttore.
Botteri e l'informazione: quando il canale è unico è facile l'errore. Mi riferisco allo scalpore delle decine di migliaia di urne con le ceneri dei morti che vengono restituite alle famiglie in Cina: se è stato chiuso a ogni attività uno spazio con 60 milioni di persone, dov'è lo scalpore? Se in Italia, più o meno lo stesso numero di persone, muoiono un migliaio di persone al giorno, altrettanto grosso modo sarà in Cina, non credi? Non è che in tempo di pandemie scompaiono gli altri mali mortali, magari! Quanto meno sarebbe facile contare. E lì, chiuso tutto per due mesi, ora distribuiscono ceneri: il totale, non solo di chi il virus ha portato via.





Abbiamo saltellato, in casa nella testa in rete. Ora arriva la depressione. Sarà peggio.







Borrelli è stato chiaro: tamponi, terapie, i decessi e le cause, sono numeri del SSN che lui riceve. Quindi vedo già che si segnano i confini, già si sente l'aria del conflitto tra competenze che sta per arrivare.
In Portogallo i migranti come i portoghesi
Vorrei ricordare a chi ci governa, e consiglia l'isolamento per battere il virus, che l'Italia in condizioni normali registra 10 suicidi al giorno: che almeno vengano tolti dal conteggio dei caduti per coronavirus.





Convinto che la natura umana si ripeta tale e quale ancor più nelle situazioni di emergenza, libero da ogni mito legato ai computer e alla rete, e libero dal più devastante mito che esistano eroi perché esistono solo persone che si cimentano con quel che si può fare dati i mezzi a disposizione e il tempo per agire, assisto al caos totale che riconduce i più all'irrazionale al mistero a Dio, mentre chi governa, che non sono i presidenti o i governi, su questo terrore trae esperienza e incrementa il potere. E ripenso a un signore che nell’800 ci metteva in guardia dicendo che le calamità naturali sono ristoro per il capitale. I governi inventano soldi che non ci sono e che prima o poi qualcuno dovrà pagare, partecipano (non il nostro) a colossali esercitazioni militari in situazioni di pandemia conclamata, razionalmente spiegando che è una fortuna, così si prova la guerra biologica (amen), i tecnici con gli scienziati e tanti ‘intellettuali’ inventano la loro realtà separata da numeri concetti e altri ‘credo’ concessi solo a loro, confermando un solido razzismo culturale, nessuno si preoccupa più dei diritti civili mentre chi aveva fame ora ne ha di più e chi tirava avanti ora ha fame, ma il disinteresse è totale.
Corriere: Qual è la vera letalità del coronavirus






Agosto 2019, proposta della Lega:

risparmiare eliminando i medici di famiglia, perché ormai inutili, e cercare di privatizzare il più possibile la sanità.

Ricordatevelo!
ciclamini





Stella sul corriere parla di questo decreto coronavirus, l'occhiello dice della babele dei documenti per fronteggiarlo che sono un continuo richiamo ad altre leggi e dove si trova per 131 volte citata la parola 'deroga', un decreto di 123 mila parole, che significa 13 volte la nostra Costituzione. Ricordate la riforma dell'articolo 70 della Costituzione fatta da Renzi? Le 9 parole che costituivano l'articolo originale divennero 430! Segni della decadenza del nostro tempo che richiede norme incomprensibili, pensate e scritte da nani politici di quest'era inconsistente.
Il capo della protezione civile ha detto che il numero dei decessi che comunicano è il totale a prescindere dalle cause. È una notizia importante. Chi fa proiezioni ora le può fare meglio, rapportandole alla media delle morti negli anni passati.
Ben incartati coi numeri! Sappiamo che non si conosce il numero dei portatori sani, in quanto sani. Sappiamo che non si conosce il numero dei malati che gestiscono il male in casa. Sappiamo che nell’area più colpita, che fa gran parte del numero totale, il tampone viene fatto solo a chi presenta più condizioni proprie della patologia cercata. Però sappiamo che i morti, poi, vengono tutti ugualmente contati come morti da coronavirus, cioè che quello che ci comunicano è il totale dei decessi negli ospedali. D’altronde risultano mancanti i decessi in casa, tutti o in parte. …anche nella tragedia, questo paese sa dare solo numeri da giocare al lotto.





Quindi la Cina si aspetta una seconda ondata e spera di spostarla per avere il picco dopo l'estate, in ottobre. Al momento non è dato sapere su che base prevedono questo ritorno. (Botteri/TG3 notte)
Comunque, continuiamo a dire i numeri dei morti da virus senza sapere il totale complessivo dei deceduti. Ricordiamoci che in Italia normalmente muoiono 900-1000 persone al giorno, siamo tanti!, in un mese fanno 25-30 mila defunti. È difficile misurare la situazione su tempi brevi.
Mi taglio (da sempre) i capelli da solo, pare poco di questi tempi! 😄





Il collegamento Internet qui c’è e non c’è… e pensavo che forse se collassasse sarebbe meglio! Nel 1970 questo paese aveva poco più di 50 milioni di abitanti e superò un’epidemia che contagiò 13 milioni di persone. E furono 5 mila i morti! A stare alle percentuali, oggi, con 60 milioni di abitanti, siamo ben poco sopra quei numeri. Nel ’70 non esisteva la rete, Facebook, internet, nemmeno i computer. Continuai la mia routine quotidiana come tutti, nessuno escluso: al lavoro, allo studio, forse a casa a non far niente, ma per scelta. Non ricordo il benché minimo accenno alla pericolosità dell’influenza, avevo vent’anni e giravo per Roma, il Lazio e l’Italia con la mia Aermacchi 250 Ala Blu Gt insieme alla mia bella con la quale andai prima per tutti i paesi della campagna romana e poi d’estate, già andati l’anno precedente in Sardegna, scegliemmo il Sud. Prima le Eolie col traghetto e poi a scapicollo da Napoli fino a Capo Vaticano con una moto carica all’inverosimile, cosi poco governabile che la chiamavamo col nome del traghetto, purtroppo non mi viene…, perché il ritorno in nave era stata un’avventura: libeccio, mare forza 7, nave in avaria che con un sol motore impiegò 12 o 13 ore invece delle 7 - 8 stabilite. In quegli anni la moto era il mio mezzo: pioggia neve freddo o sole battente, sempre in moto stavo, al punto che la patente B, quella per l’auto, la presi a 24 anni, tanto poco mi interessavano quattro ruote. Influenze? Boh, forse, non ricordo, ma certo quel servizio tg che ora gira e documenta quella influenza così letale, se mai lo sentii, non mi coinvolse o meglio proprio non mi sfiorò neanche un po’. Oltre alla rete, che diffonde ansia più che amore, è cambiata la vecchiaia del paese, che è un altro fattore di cautele faticose: viviamo in uno dei paesi più vecchi, o se volete più longevi, e sempre più penso che questa vada considerata una disgrazia per i giovani, per tante ragioni ma in particolare in questi tempi di epidemia: noi vecchi a casa rinunciamo a poco con queste restrizioni, ma sono loro, i giovani, che nemmeno se ne accorgerebbero del coronavirus, che perdono momenti fenomenali, forse i migliori.
camelia rosa
Siamo ai domiciliari, la polizia può controllare gli spostamenti delle persone anche con i droni e si cercano cittadini poliziotto disposti a spiare i nostri movimenti. Il quadro è completo se aggiungete il controllo della posizione attraverso le centrali telefoniche agganciate dal nostro cellulare (sempre che il cellulare non abbia il posizionamento attivo e il dove siamo è ancora più preciso). A dire il vero, basta quest'ultimo per sapere dove stiamo e il cellulare (taccuino calendario agenda macchina fotografica e quant'altro) è sempre con noi. E per chi viene trovato in giro senza ragione, una ragione da loro stabilita, le pene sono gravi. Ma allora perché aggiungere altri controlli? A che serve insistere? Non avrà forse spiegazioni psicologiche, non c'è l'intento di sottometterci più che di difenderci dal virus? Non mi piace neanche un po' questa situazione, siamo pieni di fascisti, in strada e di più in parlamento, governati da un raggruppamento anomalo o almeno inconsueto, con un'economia in picchiata grave e tutto in questo paese dalla democrazia difficile, mai compiuta. Dobbiamo essere coscienti dei pericoli che rischiamo, discutere se non contestare i metodi di controllo se li riteniamo impropri o eccessivi cercando di sensibilizzare quei politici che ci possono ascoltare.
Questo dei cittadini poliziotto è indegno di un paese civile, un tentativo di coinvolgimento vergognoso e infame.





Il giro dell'isolato corto sono circa 750 passi... più o meno 500 metri, quello lungo un migliaio di passi... 650 metri. Se li sommo si accorciano di un centinaio di metri. Insomma, per fare quei quattro - cinque chilometri che mi facevano tanto bene devo girare e rigirare 4-5 volte tutto il giro grande dell'isolato.
Piove. La pioggia lava, in tempo di epidemie è cosa buona.
Per la quarta volta in pochissimi giorni cambia il modulo dell'autocertificazione!





In Africa ogni giorno muoiono 2.195 bambini a causa dell'acqua contaminata
Quindi Ilaria Capua ci dice che il test per identificare questo virus non ha seguito le verifiche di laboratorio che rendono un procedimento scientifico. Andiamo bene. Federazione Gioco Calcio: vaffanculo.





- Era metà febbraio o forse prima, un lunedì o martedì ne sono sicuro, e Mannoni legge, in piena notte come sempre, un comunicato stampa: OMS, è in arrivo una epidemia che contagerà il 70% della popolazione, ripeto, 70% di contagi. Tutti i diversi giornalisti presenti a quel TG3 Notte, Mannoni per primo, non seppero dare valore alla notizia: la risposta fu un mah! si vedrà! E passarono ad altro. Pochi giorni dopo si conosceva la bassa percentuale di infettati gravi: di quel 70%, un 80% senza conseguenze e un 20% sui quali il virus avrebbe colpito duro. Oggi leggo la grande sorpresa da parte di molti che scrivono articoli su articoli sull’alto numero dei portatori sani e io resto basito perché scoprono un fatto non solo noto ma ufficialmente anticipato. Allora la penso così: o ci fidiamo di questi comunicati ufficiali o non ci fidiamo, perché questa fiducia al 50% è un po’ ridicola, sa tanto di politica di comodo, sa tanto di aggiustamenti personali, in certe interpretazioni e applicazioni conseguenti sa di tangenti e corruzione: noi italiani qualche cosa ne sappiamo, l’urgenza… docet!
- Lentamente si mette a fuoco quel che è ormai chiaro non dico da subito ma da poco dopo: questo virus fa piazza pulita in particolare di vecchi malandati (non crediate che sia giovane e stia come un fiore, è che le cose vanno dette come stanno), per poi colpire persone particolarmente esposte al contatto, attenzione ‘contatto’ non significa vicini o a un metro, e tutti, tutti i medici intervistati hanno sempre sottolineato questo ‘contatto’ come causa scatenante del contagio, poi c’è la vulgata necessaria per il popolo bue. Perché possiamo anche avere lauree, dottorati, ma se siamo popolo siamo bue. Intanto i giovani il virus lo portano ovunque perché non subiscono danni. Quindi, meglio tardi che mai, facciamola finita di bloccare il paese, ma isoliamo piuttosto i vecchi, seguiamoli meglio, assistiamoli meglio a casa loro (piuttosto che in una casa di riposo che ha zero interesse a divulgare l’eventuale caso tra le sue mura), sempre coscienti che anche in questa fascia agée molti reagiscono bene: è tutto in funzione delle loro salute di base.
- Aggiungo un’esperienza fresca fresca: sono andato a far la spesa al supermercato. Non ho letto tutte le regole (incredibile la frequenza con cui vengono aggiornate! Hanno imparato su un manuale per la confusione), però temo di essere andato dove non avrei potuto. Infatti, se non sbaglio, tra le nuove regole c’è che ci dobbiamo servire vicino a casa. Se è così, sono fuori legge: ho fatto almeno 6-7 km in auto, sono passato davanti a supermercati con lunghe file all’aperto (e fa pure freddo a Roma!): lungo la strada decine e decine di persone si incolonnavano per i loro acquisti. Dove sono andato invece nessuno, nessuna fila!, e, nell’eventualità ci fosse stata, sarebbe stata al chiuso, in ambiente condizionato. Un supermercato, due casse aperte, fila snella per pagare, in un centro commerciale dove, tra l’altro, ho trovato aperta anche una catena che vende di tutto per la casa. Evviva! Tra andare acquistare e tornare forse un’oretta o poco più: direi la metà del tempo di quanti visti al freddo e al vento in strada incolonnati (per i vecchi una mano santa, proprio salutare!). Stabilito che non so se ho capito bene circa la possibilità di spostarsi un po’ più in là, ho il dubbio che la fila venga scelta di proposito: pur di non restare a casa.





Quel democristiano di turno che sta a capo del governo e che risponde al nome di Giuseppe Conte (anche indietro rispetto a tanti democristiani, il suo riferimento è Padre Pio!), l’ha capito, con le sanzioni penali non si va da nessuna parte. Dopotutto ad oggi sono già più di 100mila le denunce penali per giustificazione allo spostamento non valida, e se va bene stiamo a meno della metà del tempo che dovremo passare segregati per legge! Come volete che si agisca penalmente contro questi numeri destinati ad aumentare? La Magistratura, quando sarà il giorno, cosa potrà fare? Nulla. Sicché il genio al governo ha escogitato e messo nella nuova bozza una ammenda, modificando il reato in infrazione, passando dal penale al civile, una bella ammenda prevista in bozza da 400 a 4000 euro… d’altronde se nessuno lavora da qualche parte bisognerà pur tirare fuori soldi per lo Stato: così mi pare.
Messa di Papa Francesco ogni mattina ore 7 su RAI 1

...eh?


La Fed annuncia un quantitative easing illimitato

...eh?
Serve tempo! E quel che si poteva fare subito si applicherà a danni fatti e casse vuote.





Il coronavirus e la violenza domestica





Non ricordo, o non voglio ricordare, lo sciocco che ha sentenziato 'ora vogliono correre tutti'. Quattro anni fa, dopo una vita nella quale ho svalutato ogni attività fisica specifica, mi sono ritrovato al mattino con serie difficoltà a mettermi le calze: in piedi dovevo poggiarmi al muro, tirarmi su una gamba con le braccia e, mentre trattenevo il ginocchio con l'interno dei gomiti, le mani infilavano la calza. Un'operazione! Mi decisi e, da allora, da una a tre volte a settimana sono andato in palestra mezz'ora, un niente che sommato al movimento quotidiano e al cammino da una fermata all'altra dei bus che prendo per spostarmi in città e poi fino alla meta dei viaggi, mi ha ridato ogni elasticità. Stavo di nuovo bene, proprio bene. Sono passate poche settimane di fermo forzato e sono tornato granchio, aragosta, uomo col carapace: movimenti limitati, dolorante qua e là, e hai voglia a girare per casa o fare attività in terrazza: camminare è fondamentale per la salute, senza essere maniaci runner, jogger o come diavolo li volete chiamare.
C'è un punto fermo nella valutazione della situazione che viviamo: il bilancio tra il Male e la psicosi di massa, che è Male, produce Male. Penso sarà tanto lo studio da fare per arginare altre follie come questa che viviamo. Serve cultura e emancipazione e capacità critica, bisogna confrontarsi e studiare.
C'era una volta il tabù della morte. Oggi siamo sconvolti dal tabù della vita eterna: neanche si può dire che a ottanta o novant'anni è normale morire.





Gira gira, il mostro vero è uno solo e soffia su Fontana. Vuole chiudere la Lombardia per chiudere l'Italia. La Confindustria grida alla morte delle piccole imprese, non si sa come questa Italia, già con l'affanno, possa superare questa dannata prova e lui, il mostro che faceva arrestare chi esponeva striscioni avversari durante la sua campagna elettorale, mentre era ministro!, insiste a bloccare tutto. C'è una chiave da scoprire, un progetto che prepara il domani: far cadere il paese sapendo che sulla fame si costruisce la sua destra, neo o post fascista che sia. Salvini quarantanovemilioni e qualche rublo va fermato. E bisognerà indagare se ci sono tangenti sulle forniture sanitarie legate alla contingenza che vive la Lombardia, altri soldi per la sua politica ladra e illiberale.
Oggi a Roma fa pure freddo, siamo 8 - 10 gradi meno di ieri. Non ci sono neanche gli esagitati che corrono in strada. Tutti in rete e la linea scompare.
I sindacati erano partiti bene: vogliamo sicurezza sui posti di lavoro. Poi è cambiato l'obiettivo e ora pensano allo sciopero in polemica all'apertura di attività non definite essenziali. Non capisco: c'è o non c'è la sicurezza in queste attività? Non condivido lo sciopero.





Le esercitazioni militari della Nato fatte in tempo di coronavirus. Andrea Gilli senior researcher del Nato Defense College spiega con dati e ragioni la missione Defender 2020. Quanto poi sia funzionale alla diffusione del virus risulta in secondo piano: mi lascia l'idea che si cerchi l'immunità di gregge nel silenzio, dopo l'exploit scandaloso di Boris Johnson.
L'epidemia passerà, è la batosta economica che non è detto che passerà.
Ho pulito tutti gli interruttori con l'alcool ...a che punto di paranoia sono arrivato?
PS: saremo presto immuni non per anticorpi prodotti ma per prodotti disinfettanti dei quali siamo ormai impregnati!





Le inedite dinamiche del coronavirus: Trump offre aiuto alla Korea del Nord
Ma gli amanti come fanno?
E i giovani (innamorati) che ancora vivono dai genitori?
Penso a quanto sono fortunato, riesco forse a vivere 'meglio' questi giorni improbabili, meglio di chi, giovane, ha da lavorare, avrebbe ma non può per dirla meglio. E penso pure che, almeno qui da noi, il dramma sia attenuato dall'alta disoccupazione.




Mamma che giornata, pure grigio il cielo... cerco un soldo di adrenalina per sentirmi vivo e penso a ieri sera quando gli amici, in due, via WhatsApp mi chiedono se ho visto Ilaria Capua da Lilli Gruber. No, non vista, e allora cerco subito sul web se c'è qualche resoconto ma è troppo presto. L'unico accenno è su Libero di Feltri, dove sembra che la nota virologa abbia confermato lo stato di allerta e pericolo, anzi l'abbia ulteriormente caricato anticipando possibili futuri ritorni del virus. Questa mattina mi documento un po' meglio, sento gli amici e... Ilaria Capua ha ridimensionato l'ansia dominante quasi raggelando Gruber, che sembra ci si trovi bene in questo pathos generale. Esattamente il contrario di quanto scritto da quella porcheria di giornale. Lo stravolgimento di un messaggio, questa l'operazione di Libero sul web, giornale di disinformazione: un giornale da cesso usato in rete non svolge alcuna funzione! Ovvero, mi ha riportato a pensare alla pressione delle destre sociali su Conte e alla sua, parziale, capitolazione. Certo, oggi non lo possono attaccare: ha seguito il grosso delle loro indicazioni e la situazione peggio non può andare!
Qualcuno ricorderà le domande che ci siamo fatti sull'esercitazione militare Defender 2020 qui in Europa in tempo di coronavirus. Chi ha seguito, ha potuto individuare quanti cazzari hanno subito detto trattarsi di una bufala: tutti servi, spero per loro ben pagati, di un sistema di disinformazione. Questo articolo di RAI News spiega bene.






Una buona notizia. (Curiosamente) contiene una morale riconducibile anche ai principi cristiani: rispondere al colpo porta più danno che subirlo. (Ammetto che mi incuriosisce e mi diverte! Mi torna in mente un concetto, non so se di Marcello Cini... o forse di Ilya Prigogine, non ricordo, che spiega che le risposte che registriamo dalla natura sono sempre il risultato di una nostra richiesta, indagine, esame, e mai 'libere' risposte della natura. Cioè noi umani -gli scienziati, la ricerca- in genere non ascoltiamo la natura ma la interroghiamo attendendo una sua risposta. È un concetto fondamentale, spiega due cose: se troviamo risposte, sono conformi alla nostra cultura e la cultura modifica le risposte).
Paolo, mio dirimpettaio, romano e docente di chimica, nero di rabbia per come va l'informazione sulla pandemia, mi racconta che questa mattina ha avuto un risveglio agghiacciante con la radio che diceva: a Madrid un morto ogni 16 minuti! Detta così la notizia taglia il fiato. Poi ha pensato: Madrid ha 6,5 milioni di abitanti, quanti ne muoiono normalmente? ...
... Di Madrid ci può interessare ma di più ci interessa capire cosa succede qui da noi, in Italia. Per sapere quanto influisce questa pandemia dobbiamo fare il rapporto tra quanti ne muoiono in un anno e quanti quest'anno, quindi bisognerà aspettare. Nell’area oggi più colpita dal male, nel 2018 questi i decessi: Milano, 30.828; Bergamo, 9.977; Brescia, 11.901; Lodi, 2.334; Brianza 8.167. I decessi per coronavirus ad oggi 21 marzo sono oltre 3mila. Non abbiamo il totale di tutti gli altri, quelli non coronavirus, altrimenti si potrebbe fare una proiezione. So che la percentuale dei decessi del 2018 nella fascia d'età 60-90 anni (ho fatto il conto perché mi interessa da vicino) è la stessa che viene colpita da covid19: il 96% dei casi. Chi vivrà, vedrà.
Buona primavera!





Negli ospedali, va da se lombardi, gli altri non hanno situazioni d'urgenza simili, un medico ospedaliero, lombardo, denuncia che viene saltata l'assistenza con l'ossigeno per applicare subito la terapia intensiva. Prima conseguenza è la saturazione dei posti in terapia intensiva. Seconda conseguenza è l'ampliamento dei reparti e l'acquisto di letti di rianimazione. Attraverso un'altra strada vengo a sapere che questi letti vengono pagati 40mila euro cad. Siccome vivo in un paese dove speculatori hanno lucrato sui terremoti, mi auguro la magistratura controlli perché non mi fido neanche un po' della protezione civile.
philodendron
Parcoricco. Il philodendron, azzerato dalla neve di febbraio 2018, risorto dalle radici perché fuori più nulla aveva, lo scorso anno fece 2 - 3 foglie striminzite. ...quest'anno guardate che schianto! Due anni per tornare potente.






mostra virtuale
La mostra virtuale "L'arte al tempo del coronavirus" attualmente ancora non ha spazio sul sito web ma è visibile su Facebook.
https://www.facebook.com/lascaladoro






A proposito di certi scazzi sui social.
P.P.Pasolini:
"Noi intellettuali tendiamo sempre a identificare la 'cultura' con la nostra cultura: quindi la morale con la nostra morale e l'ideologia con la nostra ideologia. Questo significa che esprimiamo, con questo, un certo insopprimibile razzismo verso coloro che vivono, appunto, un'altra cultura".
Aggiungo che non condivido limitare questo comportamento agli intellettuali, perché è comportamento diffuso, e, inoltre, vale anche all'interno di una cultura tra i percorsi di formazione: umanistica o scientifica.
Troppi morti in Lombardia, bisogna capire perché.
Uno dei canali di diffusione del comune virus influenzale è il filtro del condizionatore del bus, dell'automobile, dell'ufficio... cosa nota e da sempre sottovalutata. È possibile ci sia stata una leggerezza nella manutenzione degli ospedali della zona più martoriata, certo non come unica ragione ma comunque non è da escludere.
Leggo che la Svizzera, discreta nelle info di casa, abbia scelto la strada dell'immunità di gregge.





71 morti su 2mila (12 è calcolato sul 17,7% del totale) non avevano patologie pregresse. Questo, prima e più della violenza del virus, ci parla della condizione davvero precaria di tanti nostri anziani.
La percentuale di diffusione dell'epidemia
nelle zone di Bergamo e Brescia lascia pensare
che la diffusione terminerà insieme al raggiungimento dell'immunità di gregge.






Ringrazio quel 40% di milanesi che ogni giorno vanno a lavorare (spiati attraverso il telefono come fossero banditi!). Tra l'altro è possibile che siano, almeno in parte, lavoratori in nero che si fa finta non esistano (un po' come gli homeless o gli immigrati che dormono numerosi in singole camere: ne avete sentito parlare?).







cassonetto cassonetto  Il coronavirus è una preoccupazione inutile per noi romani: moriremo di colera! Questi due cassonetti stanno a, forse, 100 metri dal nuovo centro per gli appestati da coronavirus, già Columbus, aperto ieri. Non lo sanno che vengono ricoverati per polmonite da coronavirus e moriranno di colera da eccesso di monnezza. Non è possibile, Vespa è già tornato! Sto virus è troppo debole.





In Cina le zone colpite stanno al secondo mese di isolamento. Ma come funziona, per non prenderci questa influenza passeremo la vita isolati oppure con la mascherina e a un metro di distanza dagli altri? Se anche tra un anno ci sarà un vaccino, non crediate che avrà una efficacia di copertura totale! Sinceramente, spero di prendermi questo virus e immunizzarmi, come succede alla stragrande maggioranza dei contagiati.







Cassetto degli effetti positivi:
- al momento, l'aria è più pulita.
- al momento, abbiamo segato Vespa.
Servirebbe un pifferaio magico...
È che viviamo tempi ignoranti, non abbiamo né i fratelli Grimm e neppure Goethe.
Ma... un trattamento farmacologico esiste, è russo,
ma non viene riconosciuto in occidente.
Il medicinale, un antivirale, è normalmente in vendita in Russia come anti influenzale. Nella descrizione, insieme a una storia a tratti curiosa, si dice efficace su alcuni ceppi di coronavirus. Due signore russe che conosco mi hanno confermato l'uso diffuso di questo farmaco nel loro paese. Una delle due ha anche aggiunto: un bicchiere di vodka per completare l'azione. Non ho né il farmaco né la vodka. Spero vino e whiskey valgano in sostituzione.

Per il prossimo appuntamento alle finestre, propongo l'Internazionale, oppure Bandiera rossa.





Anche Philippe Daverio ci casca con tutte e due le scarpe. Ma non mi meraviglia neanche un po’, è la formazione umanistica, che sembra avere come perno la speranza, che si scontra con la formazione scientifica, spacciata per cinica. Hans Magnus Hensemberger, con savoire-faire, tempo fa ha stroncato la formazione dei medici prima americani Usa e poi tedeschi di Germania, se pur dando a quest’ultimi qualche punto percentuale di miglior preparazione rispetto ai primi. E i test sono stati fatti per i rispettivi governi, non è stata una indagine all’acqua di rose. È una piccola parte di un volume che ormai ha qualche anno. Il nodo della deficienza? Capire e sapersi rapportare (e far di conto) con le percentuali. Chi studia i virus, date una letta in giro, studia fenomeni molto strani: i virus fanno quel che vogliono, spesso si adattano tanto quanto scompaiono, e questo rende incerta ogni prospettiva. L’unica è regolarsi sulla media. Se confrontate le previsioni, per la Gran Bretagna e per l’Italia non c’è sostanziale differenza: oltre la metà sarà colpito dal virus, 60 o 70%. Negli Usa hanno detto oltre il 50%… che poi è la stessa cosa! e questi numeri si basano sul fatto che queste sono le percentuali di diffusione delle influenze virali. Sì, il nostro è inedito e gli esperti si chiedono se e cosa cambierà e, sia chiaro, nessuno lo sa. La valutazione si fa sul campo, non ci sono cure specifiche, e sbaglia chi estende in percentuale il numero dei morti perché non si conosce il totale dei contagiati. Una volta visti i numeri disponibili, tenete a mente la prima percentuale detta: è quella l’unica valutazione del reale impatto del virus, che si viva dai caotici cattolici italiani, dagli scostanti e cinici anglicani inglesi, dagli imperialisti americani, multireligiosi tendenzialmente riformati. Ognuno di questi può fare, politicamente, una diversa scelta del percorso, ma non solo conosciamo il partito che vince ma sappiamo pure quanto vincerà. E purtroppo, qualunque sia la strada, il margine di errore risulterà modesto.







Avrei voglia di una salutare passeggiata in riva al mare, su una battigia di alghe a macerare, e respirare respirare respirare.







In Italiani vivono oltre 50mila homeless. In Europa oltre 700mila.
A Casavatore, in provincia di Napoli, vivono 12.222 persone per chilometro quadrato.
Ieri sera, da Annunziata, Fontana ha detto che negli ospedali lombardi si consumano 300mila mascherine al giorno. I malati attuali sono 10mila. Se mi viene il covid scelgo di morire a casa.





- Di pandemie, andate a vedere, ce n'è più spesso di quel che pensiamo. Penso questa sia carica di così tanta enfasi per una sorta di competizione mondiale sviluppata con la Cina, con le sue risposte al virus.
- Sorpresa! Gli Usa del primo tampone a 3mila dollari sono gli stessi che ora hanno presidi gratuiti in strada che eseguono tamponi a chiunque lo voglia.
- Nessuna sorpresa: la Germania che non ha, in quanto federazione, un comportamento omogeneo su tutto il territorio, ha stanziato 550 miliardi di euro per... tamponare (!) l'epidemia. Undici volte più degli Usa, circa ventidue volte più del nostro paese. Da questo si possono capire più cose, una è chi comprerà quel che rimane dell'Italia.

PS: la Grecia schiava della Germania ha un governo di destra. La destra sociale italiana pompa per aumentare ulteriormente il blocco del nostro Paese. Tutto converge verso un obiettivo: più poveri saremo, più fascisti saremo.

Mi dicono che il TG di SKY ha detto che ieri è riuscita l'iniziativa di Fratelli d'Italia di battere le mani a medici e personale ospedaliero. L'iniziativa era di Fratelli d'Italia?
Parcoricco al tempo del covid
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Con i cinesi, noi, che abbiamo in comune? Marco polo, sì, ma poi? Loro Confucio e il Tao, poi Budda. Noi la Bibbia, Cristo, poi il politeismo cattolico con Dio Cristo la Madonna e tuitti i santi. Siamo, dalla guerra in poi, scodinzolanti seguaci del capitalismo Usa, prima e per poco tempo abbiamo avuto un po’ più di dignità autonoma e laica, dall’Italia unita fino all’avvio della catastrofe del fascismo che ha azzerato ogni buon auspicio dell’avvio. Loro un moto rivoluzionario che è intervenuto radicalmente in ogni settore economico sociale culturale, per sfociare oggi in uno dei tanti aborti del comunismo reale che di comunista ha nulla, con i suoi divari abissali tra ricchi e poveri e una struttura imprenditoriale privata, fintamente controllata da un corrotto partito centrale (tant’è che riemerge, come una sorta di istinto, la cultura antica, i principi di Confucio, nella formazione di base). Che il punto di contatto sia la tecnologia, della quale sono leader nella produzione? Li prendiamo a esempio in questo frangente per la loro esperienza precedente, e questa è tecnica medica più tecnologia, e ci può stare. Non è la scienza, la scienza fa due conti (sui giornali c’è qualche accenno, non li riceviamo mai completi) e fa una serie di ipotesi, cosciente che questo virus lo batte solo il nostro sistema immunitario, gli anticorpi che produciamo. Il termine ‘terapie’ è un eufemismo, i virus non si curano, tantomeno questo nuovo e quindi sconosciuto. Quindi quello che chiamiamo terapia (che, per fortuna, è destino di pochi) è una sorta di cabala: un misto di esperienza sul campo, tecnologia e mercato nella forma di farmaci già prodotti per altre finalità, usati trasformandoti in cavia, in soggetto su cui provare. Nessuno dice in modo chiaro che tutta questa follia che stiamo vivendo, che è l’isolamento, in buona sostanza serve solo a diluire i decessi nel tempo, decessi che ci saranno e per quel fisico che non si sa difendere da solo ben poco si potrà fare: l’ossigeno per chi ha il male in forma più grave, e i pochi di questo livello possono sperare, poi la macchina che ti fa respirare per i pochissimi in fin di vita e chi arriva a questo punto poco ha da sperare. Ho visto la tac di uno di questi che è di recente deceduto: un polmone era un buco nero, non c’era più! che vuoi aggiungere? Al contempo, la diffusione è capillare in quanti hanno un efficace sistema immunitario, e parliamo quasi del totale della popolazione: al di là della tecnica medica, in questi frangenti modestissima (forse per questo tanto enfatizzata) è la natura stessa che ci deve tranquillizzare: contro la natura del virus la natura dell’anticorpo. È così che tiriamo a campare.

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La TV, Rai TG1, dice che di nuovo chiudono i parchi. È durata un giorno questa possibilità. Decisione che si capisce solo in parte: la ragione addotta è l'affollamento. Ci vedo un po' il criterio dei nostri amministratori che abbattono gli alberi: non studiano se le radici sono danneggiate, se la pianta ha mali curabili, se basta intervenire su un ramo pericolante. Si sega: massima sicurezza, minimo costo, nessun controllo. Responsabilità zero per la Protezione Civile, zero lavoro di controllo per le polizie. Si taglia l'albero come si impedisce di passeggiare, quando, usando criterio, come l'albero, anche un minimo di attività fisica all'aperto farebbe solo bene. Allego in foto la pagina 'Incompetenti' di Odifreddi: la definizione calza, secondo Peter e Hull, con i capi, gli amministratori tutti, ma a questa oggi dobbiamo sommare il 'non volere responsabilità'. Tagliato l'albero, oppure chiusa la passeggiata, io non c'entro più niente e non devo far altro che tagliare/chiudere: di voi non me ne frega un cazzo, cioè esattamente il contrario di quel messaggio reiterato e rimbambente che ripete all'infinito la TV, in questo caso di Stato.














(Piergiorgio Odifreddi, Dizionario della stupidità, Rizzoli 2016)

Incompetenti
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A Milano la Borsa perde il 17% (ieri l'11%, il totale delle perdite degli ultimi giorni è il 40%). Non so se in Italia c'è ancora qualche azienda da comprare, ma tranquilli perché non ci rimarrà niente. I già pochi padroni del mondo possono comprare il poco che è rimasto senza sforzo. Stavamo mal messi prima e saremo ancora più poveri dopo: stiamo vivendo un'altra strada per diventare la Grecia bis, con la Germania che fa finta di niente e mantiene il suo potere economico.
S'è chiarita la questione delle passeggiate, per me è un grande passo avanti. Ieri l'altro Conte approva le richieste dell'estrema destra, ieri mattina leggere il Sole 24 Ore era come navigare tra i ghiacci, nella giornata la borsa tramortisce a -7%, quando già aveva accumulato un -23% nei giorni precedenti, e a quel punto Lagarde, con genio e tempismo, infligge il suo colpo di grazia e da -7% si passa a -17%: il totale fa -40%. Dobbiamo scegliere come morire, se di virus o di fame.
Boris Johnson, l'altra faccia della medaglia

Scontro di civiltà?

Non mi interessa la formula, immunità di gregge o isolamento a casa, le percentuali di diffusione sono le stesse, questo mi interessa. L'isolamento diluisce nel tempo i casi e evita il collasso delle strutture sanitarie, ma queste non hanno terapie specifiche contro il virus. Alla fine il risultato sarà simile.






Il giornale da leggere oggi è Il Sole 24 Ore. Conte ha aperto alle richieste della più retriva destra sociale, una mossa politica per non avere nemici in parlamento che si risolve in una manovra sanitaria. Confindustria in sordina fa il controcanto sul suo giornale: in questo momento non ha rappresentanti politici, tantomeno un partito, vale la pena leggere e capire. La destra è rappresentata da due partiti di estrema destra e Berlusca, che non si è sentito mai parte del gruppo, è scappato in Svizzera, o in Provenza, con la sua squinzia trentenne. Tanti saluti! Confindustria è tempo che non ha rappresentanti in politica, ora più precisamente è isolata. È difficile per tutti questo tempo del coronavirus, e momento dopo momento penso che non ne usciremo per niente bene, non solo non impareremo socialità ma saremo meglio e più pronti alla guerra: più poveri, più frustrati, quindi più aggressivi. L’onnipotenza dei nostri tempi, le certezze (o incertezze perché poi sono tali gran parte delle scoperte scientifiche che sono sempre in divenire) in particolare nella medicina che fanno sentire dio tanti medici blasonati e immortale ogni essere umano, si scontrano contro la realtà, la natura, e stiamo tutti a casa perché economicamente non si può pensare di tenere in piedi una sanità capace di rispondere al picco delle esigenze che si prospetta. Sarebbe solo salutare fare una passeggiata al sole in un parco o al mare, ma non si può fare! Siamo tanti, troppi, è facile creare una condizione di contagio, quindi nessuno si muova. Non si sa perché l’influenza, la più normale, venga d’inverno ma non sono pochi quanti sostengono sia legata all’attività al chiuso di scuole-case-uffici per poi scomparire all’aria e al sole della primavera e dell’estate. Di fatto, adesso non si può uscire: rischio contagio. Neanche marito e moglie, chiusi in una casa ogni giorno per 24 ore, possono uscire insieme: fuori casa possono andare a un metro di distanza, per la farmacia, il pane o il giornale. Un provvedimento sanitario adatto alla Settimana Enigmistica. Ma modulare un provvedimento è per popoli civili con politici evoluti, e noi non siamo civili e non abbiamo politici evoluti, tant’è che seguiamo l’esempio della Cina, faro di democrazia! Quindi il provvedimento deve essere prima di tutto facile da formulare e poi facile da applicare. Ora fermi tutti: ci scanneremo poi, ci potete contare.
Che fare? Male che vada, ho duecento vasi da seguire: la vasca del philodendron, di legno, ha ceduto e va riparata (mica facile, rimando in continuazione!), il glicine sta per scoppiare, ha in fieri una quantità di grappoli che, per una pianta in vaso, lascia senza parole, e lo devo pulire dopo l'inverno (che poi l'inverno mica è finito... con questa storia del virus ci siamo dimenticati del clima impazzito).. E così via, ma, sentite un po' di persone, ho messo a fuoco un fatto: il decreto non limita i lavori degli artigiani, come dire di una fetta di popolazione molto consistente: qui siamo tutti artigiani! Non è un caso che anche i negozi di ferramenta siano aperti. Insomma, si gestisce insieme il cerchio e la botte. L'unica che non l'ha capito è la polizia: oggi in zona Proba Petronia due volanti impedivano di passeggiare sulla perdonabile/ciclabile per prendere un po' d'aria e di sole. Tra una settimana o siamo tutti ricoverati o facciamo la rivoluzione.
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I più ‘bravi’ sono già all’ipocondria, molti sono fermi all’ansia, quando va bene traspare una vaga depressione, proprio sereni nessuno. Siamo tutti ai domiciliari, non è divertente neanche un po’, non abbiamo neanche i sensi di colpa per aver commesso un reato! Scartabello tra le notizie quel che meglio capisco. Non capisco i troppi morti nelle rivolte delle carceri mentre sono d’accordo nel vederci una regia. Trovo ossessiva la ripetizione infinita delle stesse raccomandazioni e solo un robot può escludere di portare le mani al viso. Ho capito che la nostra sanità viene considerata d’avanguardia ma anche che è un’avanguardia sottodimensionata. Ho capito che il Governo è stato costretto a chiudere l’Italia per quei, forse 50mila!, geni che hanno lasciato la Lombardia per destini del Sud. Continuo a non capire l’uso di termini inglesi: smart working, perché? Capisco che, tutto chiuso e tutti a casa, si producano meno inquinanti ma non è la soluzione per il pianeta, perché il danno già c’è e questa contingenza è, appunto, contingente. Capisco che scrivo di più per sentirmi con gli altri. Poi c’è una cosa che vedo poco raccontata, mentre, secondo me, potrebbe aiutare: tanta matematica per sapere a che punto stiamo del contagio, poca e nascosta per spiegare quello che tutti ci diciamo, e cioè che forse l’abbiamo già avuto questo maledetto virus, già ci ha colpito. Valutiamo l’epidemia sui fatti acclarati: tanti i tamponi, tanti gli ammalati, tanti i morti. Estendiamolo questo calcolo probabilistico e diciamolo: se l’80% si prende il male senza accorgersene, cosa dimostrata dai numeri sotto controllo, quanta parte della popolazione totale, non controllabile, già è stata contagiata senza conseguenze? Devono essere per forza tanti, molte decine di migliaia. Questo ci può e ci deve fortificare, potremmo sì stare a casa ma coscienti che non è per noi (e così via l’ansia e l’ipocondria) ma per evitare che il Servizio Sanitario Nazionale, insufficiente per i casi possibili, finisca col collassare impedendomi, se mi cade una pentola sul piede, di andare a farmi curare.
Ricevo un messaggino: "occhio alle truffe, c'è chi si spaccia come protezione civile per fare controlli sanitari e/o tamponi domiciliari".
Se non sbaglio ne hanno parlato anche i giornali: tutto falso, quindi no, punto. E speriamo non freghino troppe vecchiette/i: dichiarata guerra al virus, facciamone almeno un po' a questi vigliacchi mascalzoni. (In realtà mi preoccupo per me stesso, l'altr'anno mi hanno fregato quelli dell'Acea... se accolgo in casa chi mi frega non ho futuro!).
curva a campana
Centers for Disease Control and Prevention -Tradotto e adattato da Fong et al, 2020






Non abbiamo raggiunto il picco, questo leggiamo in questi giorni guardando grafici con una linea che sale, ahi noi per ora ripida, dopo un piede dolce: è il segno che traccerà il profilo di una campana alla fine del fenomeno che stiamo rappresentando. La curva a campana, icona della teoria delle probabilità e, in particolare di una sua applicazione, la statistica, è un risultato, per l’importanza assunta ‘il’ risultato, della matematica tra ‘700 e ’800. Quételet la applicò nel sociale e ottenne risultati… poco seri! Il suo individuo medio fittizio aveva un seno, un testicolo, 2-3 bambini (all’epoca si prolificava) e così via! Ma la curva aveva già trovato un settore di applicazione che dava risultati affidabili: l’elaborazione dei dati astronomici. Questi dati erano soggetti a errore delle apparecchiature, a alterazioni dovute a correnti d’aria nell’atmosfera, a errore umano, e la curva ‘compensava’ questi errori tracciando una linea media tra i risultati diversi ottenuti. Legendre perfezionò la metodica per il posizionamento della linea da tracciare e ecco che la soluzione consentiva di ritrovare il pianeta o l’asteroide dove previsto dalla curva, o la curva indicava il futuro percorso di una cometa. Ma Legendre non poteva competere con Gauss, che fece davvero suo il metodo, e poi Laplace con Fourier, giganti del pensiero scientifico che hanno curato questo percorso matematico: la curva a campana era, ed è, ‘il’ metodo che compensa gli errori e indica l’andamento del fenomeno. Qualunque fenomeno. È così tanto utilizzata e diffusa che Ian Stewart, matematico e divulgatore scientifico contemporaneo, scrive “ci porta a verificare la validità di risultati sperimentali ma anche alla sgradevole tendenza a fidarsi sempre della curva stessa come se non esistesse null’altro”.

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Sulla solitudine.

- Blaise Pascal:
Tutta l'infelicità dell'uomo deriva dalla sua incapacità di starsene in pace in una stanza da solo
.

- Charles Bukowski:
Si tratta fondamentalmente della paura di affrontare se stessi, si tratta fondamentalmente della paura di essere soli. Invece a me fa paura la folla.

- Pier Paolo Pasolini:
La solitudine è ancora più grande se una folla intera
attende il suo turno: cresce infatti il numero delle sparizioni, l'andarsene è fuggire, e il seguente incombe sul presente come un dovere, un sacrificio da compiere alla voglia di morte.

- Giacomo Leopardi:
Tutte le opere.

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Covid 19. La Germania bara. I conti non tornano: la nostra epidemia nasce da un tedesco, ma nella sua terra nessuno sviluppo se non quando ormai da noi è l’inferno. Strano! Non dico avrebbe dovuto svilupparsi in anticipo ma almeno contemporaneamente. La Germania fa un gioco sporco: mettere come diagnosi del decesso le patologie concomitanti senza far apparire il virus. Già nostri ricercatori hanno rilevato un picco anomalo di ammalati di influenza in Germania, si e parlato di alcune migliaia di tedeschi all'inizio dell'anno colpiti da influenza comune, nessun collegamento ufficiale al covid19. I padroni dell’Europa sulla testa di tutti, non solo della loro popolazione, scelgono di tacere pur di tenere alto il valore dei loro bund.
Conte sta dicendo in TV che da domani tutta l'Italia sarà come oggi la Lombardia. Non ci si muove più. D'altronde oggi 1600 casi in più, contro i 1300 di ieri e i mille e passa dell'altro ieri...





9 marzo 2020: Rivolta nelle carceri italiane.
Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp: “La contemporaneità delle rivolte all’interno delle carceri italiane lascia pensare che ciò a cui stiamo assistendo sia tutt’altro che un fenomeno spontaneo. C’è il rischio che dietro le rivolte possa esserci la criminalità organizzata. È in atto, infatti una evidente strategia che tenta di approfittare delle difficoltà causate dell’emergenza Coronavirus
A Foggia situazione critica
10 marzo. 12 vittime, 19 evasi ancora in fuga: una situazione che avrebbe ben altri risvolti politici se non ci fosse il coronavirus, tema dominante. Ma c'è anche da dire che, forse, se non ci fosse il corinavirus non ci sarebbero state le rivolte.





Vasca con doccia







Il medico che ha detto 'la priorità è curare i giovani, poi i vecchi', è dell'INPS







Sabato sera ho cenato con qualche amico, più di uno medico, e ho accennato al messaggio diffuso su WhatsApp di una dottoressa, ematologa. Nel messaggio, a mio parere tutto mal fatto, c’era anche un punto inverosimile: il coronavirus muore a 26-27 gradi. Come si può fare questa affermazione quando il nostro corpo sta a 35-36 gradi? È evidente che, detta così, l’affermazione non sta in piedi. I miei amici si sono attivati non senza rilevare che i virus cambiano in continuazione la loro natura. Questa la risposta ricevuta adesso:
“Il virus in questione, in laboratorio, con una umidità relativa del 40-45%, muore a 26-27 gradi. Tutti? No, è un calcolo statistico, quindi la maggior parte muore in quelle condizioni. Aumentando l’umidità aumenta la temperatura di morte, per esempio al 90-95% di umidità il virus muore a 38 gradi. Tutti? No, è un calcolo statistico, quindi la maggior parte muore in quelle condizioni. Il corpo umano sta intorno al 95% di umidità. Va aggiunto che il virus si adatta, modifica la sua natura (e qui si può generalizzare, sempre statisticamente, perché vale per quasi tutti i virus)”
Questi parametri, queste condizioni di morte, appunto ‘probabili’ del virus sono rilevamenti scientifici, servono per ulteriori calcoli statistici (sì, ci sono i derivati anche nella ricerca medica, non solo nell’economia).
Poi c’è la realtà: il virus si modifica, si adatta, prolifica, …e ti stende!
…del diman non v’è certezza.. (Lorenzo il Magnifico, 1449 - 1492)
Non ve la prendete (solo) con gli immigrati che hanno preso il treno da Milano verso il Sud: ricchi e benestanti milanesi/lombardi hanno preso il Suv con direzione la loro villa/l'albergo, a Cortina, a Monte Marcello e altre destinazioni. Va da sé, sono più chic.





8 marzo. Ho girato Parcoricco alla ricerca di un fiore giallo per l'8 marzo. Niente, o meglio, sì, la forsizia, ma no, ha solo tre fiori, lontani e troppo alti. Allora mi sono avvicinato a una giovane camelia entrata in famiglia un paio di anni fa. Promette bene, ha diversi boccioli rossi e questo che vi propongo sembra un pacchetto da aprire: una sorpresa, un augurio di amore per l'altra metà del cielo.
camelia rossa






A Roma (non so altrove) chi muove o serve alimenti in bar ristoranti non ha la mascherina. Sarà il caso di renderla obbligatoria per certe mansioni? E, magari, pensare anche ai guanti?







Roma centro, sabato 7 marzo 2020, giorni del coronavirus
Roma centro Roma centro
Roma centro Roma centro
Roma centro Roma centro




Diversi giorni fa si disse che i cinesi avevano iniettato sangue di un guarito a uno ancora malato... poi nessuno ha raccontato il seguito della notizia. Ha funzionato quel trasferimento di anticorpi? Quasi certamente no, ho chiesto a amici medici, è roba vecchia, tentativi fatti e rifatti e la procedura non funziona. Gli anticorpi sono efficaci solo nel fisico che li ha prodotti.
Scoperti gli anticorpi che neutralizzano il Covid19






Che delusione! Travaglio, puoi dire quel che vuoi ma è sempre ben documentato, sulla Nove ha scazzato completamente le percentuali del virus che combattiamo, inventando una situazione che non è quella documentata. Peccato.
Oggi forse cinico, scelgo i numeri al posto della speranza. Penso in parecchi abbiamo fatto questi conti, se l’aridità dei numeri ti spaventa, cambia post.
Dati OMS. Previsione diffusione covid19 tra il 20% e il 70% della popolazione; la variazione è legata alle regole e al comportamento e l’Italia insieme alla Cina e alla Corea sono nella fascia dei migliori. E parliamo dell’Italia. Considerare il 20 forse è esagerato, facciamo il 33%, che è meno della metà della situazione peggiore. Quindi su 60 mln sono 20 mln.
Di questi 20 mln, l’80% la passa liscia: cioè 16 mln o non se ne accorgono oppure la vivono come una comune influenza. Il 20% , cioè 4 mln la subiscono più duramente.  ...
...  A questo punto, dai dati OMS vado ai dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie: siamo in Italia, usiamo dati specifici, più vicini a noi. E sono dati migliori di quelli OMS della settimana scorsa: non dividono in due il 20% di cui parliamo ma il 14%, cioè, sempre su 20 mln, 2,8 mln di persone se la cava con una polmonite seria ma senza macchine per la respirazione, mentre il 6% , 1,2 mln di persone, ha bisogno di un posto letto attrezzato per la terapia intensiva. E qui c’è il busillis: in quanto tempo si presenteranno questi malati gravi? A stare ai numeri di oggi, la mortalità è al 3,4%, quindi su 20 mln dovremmo stare a 680 mila decessi, ma è una mortalità calcolata col posto letto attrezzato che oggi, ancora in numero contenuto, possono avere tutti questi malati. Domani che i posti letto saranno esauriti? Tutto è legato ai tempi di sviluppo di un male che si previene, e cura, SOLO con l’isolamento.




Oggi ho girato per Roma in metro, in bus, in auto. C'è il traffico giusto per muoversi bene e le poche file scorrono. Mezzi pubblici per niente vuoti. Una vera rarità le mascherine sulla bocca. Anzi, sul bus una giovanissima coppia si baciava senza sosta: splendidi.







Parcoricco. I fiori della camelia bianca di notte sono un po' luna e un po' stelle.
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Novità: il virus viene dalla Germania!







Ma che proprietà difendono? La successione di foto qui sotto mi è stata suggerita dalla follia del copyright, follia estesa e difesa da ben tre pretendenti diritto apparsi appena pubblicato su Fb un video di una manciata di secondi con una ragazza che realizza e indossa una mascherina fatta come indicato. Qui a lato chi ha rivendicato la proprietà di un giochino descritto sui libri di giochi con la carta per bimbi. La proprietà non conosce il ridicolo, la speculazione non conosce morale.
copyright






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m5  Carta tipo asciugatutto





Ma perché negli ospedali italiani invece di accettazione c'è scritto triage?
Da Treccani: accettazióne s. f. [dal lat. tardo acceptatio -onis]. – 1. Atto dell’accettare, dell’accogliere: a. di un incarico, di un ricorso; a. di una donazione, di un’eredità; ufficio di a. dei telegrammi (alla posta); ufficio di a. delle domande; sala di a. (dei malati all’ospedale, dei bagagli alla stazione), ecc. Però anche: triagista s. m. e f. Nelle strutture sanitarie di pronto soccorso e accettazione, chi attribuisce ai pazienti un codice di priorità d’intervento. ◆ "Tempi di attesa migliorati e un nuovo rapporto tra gli infermieri e i pazienti, al Pronto soccorso, grazie al «triage», un metodo in voga all’epoca Napoleonica per dare priorità ai feriti gravi. Da sei mesi, infatti, i pazienti vengono accolti dal «triagista», che valuta la gravità del caso e assegna a ciascuno un codice". (Stampa, 4 giugno 1998, Imperia, p. 5). L'articolo dice 'sei mesi', quindi il termine è entrato in uso in Italia all'inizio del '98
Ancora più precisamente, sulle origini: "Il termine Triage possiede radici profonde: le sue origini risalgono difatti all'età napoleonica, quando il barone chirurgo francese Jean Dominique Larry organizzò nei campi di battaglia i primi soccorsi utilizzando criteri di priorità rispetto alle ferite e ai diversi interventi sanitari necessari".





Analizzando i ghiacci siamo andati indietro nel tempo come in nessun altro modo siamo capaci di fare. Stiamo perdendo l'archivio della terra.







Ripenso a quanto detto contro quella ischitana, furiosa contro i nordisti a casa sua. Non condivido nulla del suo comportamento ma nemmeno di chi l'ha proposta come pazza: governi bloccano treni, navi, persone italiane, anche quelle che rientrano a casa loro in Cina, e noi andiamo ad attaccare una singola persona fuori di sé?
Sarà anche uno solo il ceppo italiano, quello lombardo, perché quello veneto sembra esaurito, e possiamo anche considerare questo virus solo un po' più violento dell'influenza che si diffonde ogni anno, però: il primo caso in Nigeria (200 milioni di abitanti, povertà diffusa e nessun servizio sanitario) è un italiano proveniente da Milano; primo caso in Brasile un italiano proveniente da Milano; primo caso negli Emirati Arabi due italiani (provenienti da Milano?), primo caso in Olanda un olandese rientrato da Milano, primo caso in Croazia, anche qui proveniente da Milano… Non mi sembra uno scherzo sentir parlare degli italiani come untori.
SCUSATE, non vorrei essere solo chiaro, vorrei essere inequivocabile: più che chiudere qua là sopra e sotto, non è il caso che, chi si mette in viaggio da Milano, si faccia questo cazzo di tampone?
Coronavirus, i conti che non tornano





Invasione delle locuste. La Cina schiera centomila oche, e mi entusiasma.
In Africa per lo stesso scopo si pensa ai pesticidi, e mi terrorizza.







Viviamo nel mondo del controllo attraverso quel sofisticato percorso matematico che porta alle proiezioni, nei consumi come nel voto e come nella finanza. Queste ultime sono quelle che abbiamo vissuto in modo più coinvolgente con il crollo delle banche legato a investimenti sbagliati, tutti investimenti ‘favorevoli’ legati a valutazioni fatte con questa matematica alla quale mi riferisco, e che, nello specifico della speculazione finanziaria, ha un soprannome molto colorito: la formula di re Mida. Non ci dobbiamo far distrarre dal nome dorato: sono sempre proiezioni legate a un campione di risposte valutato come affidabile con un errore... previsto! Ma le equazioni applicate sono della stessa famiglia. Qualcuno le applica per valutare come si svilupperà questa pandemia e quanti, e quali, metterà… fuori gioco! Parlo di morti: quanti ne muoiono, dove muoiono, di quale fascia sociale, altre condizioni, età… Sulla terra siamo circa sette miliardi, la mortalità del virus in questione è intorno al 2% dei colpiti: contateci, qualcuno già conosce i numeri che anticipano la realtà. Noi umanità siamo stati capaci di uccidere 60 milioni di persone nell’ultimo conflitto mondiale: non erano i padroni del mondo, di allora o di oggi. La Bayer, sotto altro nome, produceva con gran lucro i gas che sterminavano gli ebrei, oggi continua ad essere leader mondiale nel suo settore. Però la guerra, in particolare l’ultima, ha (avuto) una mira, le popolazioni di zone industriali, in genere povere: i tremila morti del bombardamento americano su Roma sono di San Lorenzo, non dei Parioli. La pandemia, come la guerra, solo in teoria non guarda in faccia nessuno. Sì, perché quelle stesse analisi, cioè gli ambienti e le situazioni nelle quali si sviluppa, sia geografici e sia sociali, e quant'altro rientra nell'analisi del trend della pandemia, chi ha più possibilità potrebbe conoscerle con l’anticipo necessario e un’informazione giusta per scegliere il rischio minore, la protezione migliore. Condizionali d’obbligo, si intende. Chi vivrà, vedrà, ma il destino del cetriolo temo sia sempre lo stesso.
Leggo che la disinfezione contro il corona virus si fa con la candeggina, e va beh, e con l'alcool... Interessante! Chi vive nelle zone a rischio sa come fare.
Pro Memoria: l'alcol è uno solo, quello edibile, quello che si usa anche in cucina. Per ragioni di mercato e di tasse, viene additivato con altri prodotti e diventa 'denaturato', cioè perde la sua natura edibile, ma non acquista altre proprietà di disinfezione.
Vespignani/Boston: sono arrivati i numeri, quei numeri di cui parlavo giorni fa. Vespignani, ricercatore all'università di Boston, li ha detti adesso al TG1: nel giro di un anno, circa, la previsione più accurata ritiene che questa influenza prenderà il 30% della popolazione mondiale. 3x7 fa 21, quindi 2 miliardi di persone. Molti non se ne accorgeranno di averla, altri non più di una influenza come sempre. Stanno studiando anche le fasce sociali dove più si diffonderà, l'accenno è stato minimo, ma già lo sappiamo: i deboli, quindi i malati e gli anziani, i disinformati che è un eufemismo per dire gli emarginati, cioè i poveri. Quello che non ha detto è la previsione sui decessi. Sappiamo che questo virus ha bassa mortalità nel 'nostro' mondo, già in Iran preoccupa, e in Africa quale sarà? Comunque, rispettando quel 2% abbondante dimostrato dai casi ad oggi registrati, se ne andranno 40 milioni di esseri umani. Sempre che i numeri, le formule, le equazioni ci prendano, questa volta... perché mica è detto: le banche fallite insegnano.





Arrivati a una certa età molti, in particolare le donne, si ammalano d'ansia, e fare diventa una necessità e non un piacere. Che fatica!!!







Mostra ’Mite l’inverno’ a La scala d'oro.
La scala d’oro, scala condominiale adattata a spazio per mostre, entrando presenta una discesa, sulla destra, e una salita, dopo pochi passi in piano, sull’altro lato. Sulla breve parete che accompagna la discesa, che porta al sottoscala e non è aperta al pubblico passaggio, c’è una cornice dell’ottocento, importante, dorata, ampia e pesante, fissata al muro in modo stabile. All’interno del suo perimetro si mostrano cinque piccole tele, oli, cinque marine di Elide Ricca. Pittrice esperta che ha sempre vissuto della sua arte, in precedenza a Barcellona per anni, Elide è da tempo tornata qui, nel suo paese e realizza queste piccole opere a gruppi: fissa un pezzo di tela, senza telaio, su una tavola poggiata sul cavalletto, divide l’area di lavoro in genere in sei spazi orizzontali e avvia sei composizioni che va a formare alternando una all’altra, secondo estro del momento. Finite, le separa con le forbici e le fissa con un filo di colla su un cartoncino. Presento i suoi lavori in una sottile cornice di legno dorato. Sull’altra parete, a sinistra, si sviluppa il grosso dell’esposizione che segue per un piano la salita. Si parte con la tela più grande di ‘Mite l’inverno’, un olio 80x100 di Ilaria Granata, subito seguito da due acquerelli, uno sull’altro in altezza, di Anastasia Kurakina. Ambedue figlie d’arte, una italiana e l’altra russa, qui mostrano due tecniche che non si incontrano: la pennellata su pennellata dell’olio e l’istante dell’acquerello, una perfezione che si completa nel tempo contro una perfezione schiava dell’attimo. La tela di Ilaria trasmette fatalismo e incertezza ben rappresentati nel giovane volto in un contesto di giostra. Nei due ritratti ad acquerello di Anastasia si vede la scuola russa più quella scuola italiana in una dichiarata esibizione di bravura. E, nei fatti, Anastasia si esibisce spesso in sorprendenti live portrait con colori ad acqua. Segue Giorgio Di Gifico, torinese di fatto ma di origini brasiliane, anche lui con due lavori posti in verticale. Giorgio, architetto, usa tutto il possibile nelle sue realizzazioni, una tecnica mista che non esclude nulla, anche col fine di contestualizzare, che non è solo ambiente, case, città, ma anche riconoscibili giornali quotidiani. Poi due grafiche a penna, originali del ’77, di Massimo Lorenzo Petrucci: due cavalcate in punta di scrittura non prive di ritualità: ti prendono come il fuoco, o il mare, infinite pur ferme nel loro foglio tanto limitato quanto affollato. Un caos logico, un caos ordinato. Altra ritualità con Brigitte Kratochwill, austriaca, che stende i suoi colori uno sull’altro su base quadrata con ampie campiture, una stratificazione concettualmente astratta che, nella magia della vista, si risolve in figurativa. Sorprendenti! Poi c’è Britta Faeth di Berlino con due incisioni che mostrano una mano dal segno invidiabile, ora netto e ora frattale, una mano che conosce l’obiettivo, la certezza. Eccomi, ora ci sono io negli anni ’70, anni carichi di sociale e politico irrituale in una fallita ipotesi di cambiamento, se si esclude l’unica lotta, quella delle donne, che qualche cosa ha oggettivamente comportato: l’emancipazione femminile e sessuale. La prima vacilla, ma c’è, le conquiste vanno sempre difese e rilanciate, la seconda è scomparsa, seppellita dalla violenza, dal lucro del porno, dall’ignoranza e dalla stupidità. Cosa potevo fare in quegli anni? Demolire l’immagine, che, per me fotografo, era la foto: presento le stuoie, nome di Ando Gilardi che, primo, le pubblicò sul suo Photo 13. E cosa sono le stuoie fotografiche? sono foto tagliate a fette, ogni soggetto due foto con taglio perpendicolare uno all’atro e ritessute a ricomporre, in modo più o meno regolare, l’immagine prima. Presento anche una foto colorata pointillist: facevo il disegnatore, avevo i pennini Rothring a portata di mano, usarli sulle foto è stato un attimo. Chiude le mie una composizione di piccole foto, colorate a mano con tecnica mista. La parete che segue ospita diverse xilografie di Giuliana Silvestrini insieme ad alcune matrici, i legni incisi e inchiostrati che le hanno prodotte. Un lavoro elegante. Ci trovo uno sviluppo: dalla ricercatrice scientifica, astratta nella rappresentazione, alla ricercatrice dell’immagine, cioè alla composizione che rappresenta, ritrae, raffigura. Ci ritrovo… la vita di Giuliana! (la prima tavola mi ha ricordato quando stampavo i negativi delle sequenze del genoma per il CNR!). Salgo ancora e sono al grosso di Renata Prunas: le sue realizzazioni di legno sughero e anche ceramica sono presenti fin da subito, all’ingresso, ma qui al pianerottolo del primo piano si concentrano senza distrazione: legni tappi stampelle cornici… e colla! un riciclo che magicamente produce arte, in nessun altro modo la puoi definire! E i due lavori “C’era una volta”, a riproporre una falce e martello smontata, scassata, disarticolata, giustapposta alla perfetta Falce e martello di Patella presentata all’Attico di Sargentini nel ’76 e qui documentata con le foto di Piero Berengo Gardin. Piero, ricordato anche col numero di Sud esposto, a lui dedicato. Ultimi gradini e chiusura della mostra: ancora qualche mia foto, questa volta attuale, in un gioco al massacro tra “La città ideale”, olio su tavola rivista di recente a Urbino, una città nel ‘500 ipotizzata ideale ma priva di vita umana e/o animale, e la realtà infernale nella quale viviamo, amplificata da qualche fotoartificio digitale. Chi non vede questa mostra si perde più di un’emozione.
loc
Dalla città ideale alla città infernale.

A Urbino ho rivisto la tela famosa. Coperta da una teca trasparente, illuminata come spesso viene fatto nei musei da qualche tempo, e cioè con lampade dal fascio concentrato che non rendono omogenea la luce sulla pittura. Mi sono chiesto se è la legge del 2014 che ha portato a questa scelta: puoi fotografare ma non ti faccio venir bene la foto, sembra questo il messaggio. Ma non è la presentazione dell’opera che mi ha interdetto, quello che ho capito, guardando, è che quella città non mi piace, non ci potrei vivere. Resta una differenza di fondo tra quella città, probabilmente invivibile, e le città metropoli in cui viviamo, che sono non invivibili ma molto peggio, infernali. Calvino, ne ‘Le città invisibili’, scrive: “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.” Ecco il punto, ‘stando insieme’, e la ricetta che lo scrittore ci dà è o adattarci o trovare, saper distinguere, nell’inferno, quel che non è infernale, un’isola insomma. Che è poi quello che facciamo tirandoci dietro la porta di casa. Ma oggi vediamo che non basta. E qual’è il testimone del mancato isolamento, la TV? il computer?… sicuramente, ma non nella evidenza quotidiana: il magma sono le sacchette di rifiuti che giorno dopo giorno facciamo uscire dalla nostra casa. L’inferno che viviamo oggi non è quello al quale cercavano rimedio nel ‘500, probabilmente all’ora era lo sterco di cavallo che così rapidamente tornava terra, da una parte, ma così rischioso, patria del tetano, nell’immediato: ‘La città ideale’ ha i pavimenti lustri come quelli della casa di una nonna! I pavimenti delle metropoli sono, per lo più, di bitume, che è sterile e l’acqua lo lava bene perché impermeabile. Inoltre, è costantemente ricoperto da depositi di gomma lasciati dalle ruote delle auto, altro materiale sterile, e da queste ventilato con i gas di scarico, gas venefici, tossici, mortali. Al di là della effettiva vivibilità della loro ‘Città ideale’, quei signori non facevano i conti con i derivati del petrolio, plastica in primis, non facevano i conti con le automobili, con i consumi d’acqua dell’industria attuale, col riscaldamento dell’aria, col disboscamento e… e… e con i duecentomila voli aerei quotidiani che sopporta la nostra atmosfera… La mia la città ideale è una qualsiasi città dei tempi passati con una misurata connessione con le frenesie del mondo: quando al computer invio una mail, due parole scritte e nemmeno un’immagine, so che consumo 20 watt, devo esserne cosciente, devo anche se non pago quello specifico consumo, e, nell’immediato, non pago neanche le conseguenze: pagherà chi verrà poi!


città ideale








A Parcoricco le piante non sanno cosa fare. Sì, alcune non sentono ragione, seguono spoglie il loro inverno mentre altre germogliano come a primavera. Le più stralunate sono quelle dell’altro emisfero: la giacaranda insieme germoglia e perde le foglie, ma denudarsi è la cosa unica che ora dovrebbe fare, mentre la bouganville non ci pensa proprio a mollarle e continua a crescere. Le grasse di quell’emisfero si stanno moltiplicando per tre e qualcuna lignifica la parte vecchia, la asclepia apre ormai a ripetizione i suoi piccoli fiori gialli e rossi da più di sei mesi. No scusate, era giugno, da più di nove mesi! Le camelie fioriscono tutte come sempre ma la grande ha scelto di aprire, per ora, i fiori nascosti tra le foglie mentre quelli esterni sono bocci da ormai un buon mese: in effetti si legge che, per fiorire, hanno bisogno del freddo… Anche il pettirosso, abituale ospite annuale, mi si avvicina, direi curioso, direi come per chiedere… ma che posso capire? e cosa loro possono capire? o, forse, capiscono più di noi che stiamo misurando la nostra ignoranza con questa sfida perpetua che portiamo al mondo e alla natura. E comunque mi capita di passeggiare tra i vasi con lo stesso stupore che ho quando leggo il giornale, appunto per non capire in nessuno dei due casi: qual’è la priorità, il clima, il coronavirus, il governo nostro o meglio Renzi tutto disfare, o forse quello mondiale, Trump basta, grazie! Putin non lo so più posizionare… ma, perché no, quello francese che, beati loro, continua a essere col sesso sulla prima pagina del giornale? Scelgo per invidia, scusate, quello francese: da quando in qua masturbarsi può far male?
camelia






locandina
‘Mite l’inverno’.
La mostra si apre come previsto domani, giovedì 13 alle ore 16.
Proseguirà con orario 12 - 18 nei giorni di giovedì, venerdì e sabato fino alla fine di febbraio, salvo nuove comunicazioni.
Avrà una presenza importante, Piero Berengo Gardin attraverso alcune sue foto,
quelle foto che fece nel 1976 a Luca Patella, alla sua sua Falce e martello presentata alla galleria L'Attico di Sargentini. Ringrazio Renata Prunas per l'idea: Renata, presente con alcuni suoi lavori, ha rivisitato quel simbolo: ecco il collegamento con la documentazione di Piero di quello stesso simbolo proposto da Patella ormai tanti anni fa.
‘Mite l’inverno’ si presenterà così: alla parete d’ingresso opere di Giorgio Di Gifico, Britta Faeth, Ilaria Granata, Brigitte Kratochwill, Anastasia Kurakina e Massimo Lorenzo Petrucci e Elide Ricca nella parete contrapposta, nella cornice dorata che è ormai simbolo de La scala d'oro. Dopo i primi gradini, al primo giro, alcuni giochi fotografici dei primi anni '70 del sottoscritto: stuoie in prevalenza. Sulla parete della prima rampa una ricerca di Giuliana Silvestrini che ha inciso legni per trarne xilografie. Al pianerottolo, Piero Berengo Gardin con la sua documentazione proposta in proiezione. Sulla parete dell’ultima rampa alcuni miei fotoartifici 'Dal progetto della Città ideale all'attualità della città infernale’. La presenza dei lavori di Renata Prunas sarà in ordine sparso lungo la scala.
Passati i primi tre giorni di esposizione. Ad oggi, nessuno dei visitatori è rimasto deluso da questa proposta non solo ricca nella quantità ma interessante, che si sviluppa nel tempo e si articola in tante tecniche. Mite l'inverno è una bella mostra e, come succede in questi casi, chi viene non vola via in pochi minuti: c'è da guardare, c'è da capire, c'è da restare coinvolti. E comunque un caffè, buono, un tè, magari con un cantuccino, o un bicchiere di vino, magari con un taralluccio, non manca per nessuno (che sia per questo che chi viene esce soddisfatto... 😄)





Un pezzo di storia chiaro. Poi tra destre che pompano, opposizione inconsistente e pure Napolitano che avalla, ecco confuse le acque. Aggiungi il falsario della Rai che cambia le carte in tavola nella sua trasmissione Porta a Porta, e la storia è smarrita. Uno dei diversi tentativi di dirottare la storia innescati negli ultimi anni. (tentativi... ! Speriamo)
Foibe o esodo?






...ma nooo! Al contrario, non così!
02022020







Della serie Mai 'na gioia, per i 150 anni di Roma capitale Nessun dorma lo canterà Bocelli.







Ricevo e pubblico: trovo parecchie considerazioni interessanti. L'unico punto azzardato, per me, è definire le case farmaceutiche 'cinesi': sono tutte multinazionali, ormai.

"Le notizie che arrivano dalla Cina sono davvero allarmanti: basta pensare che sono state isolate circa 60 milioni di persone. Inoltre, il noto virologo Burioni afferma che "la cosa che più spaventa è che questo virus può essere trasmesso da persone senza febbre e senza alcun sintomo". Anche il presidente della Cina Xi afferma che "la situazione è gravissima, l’epidemia accelera…"  Infine, l’epidemia ha iniziato a diffondersi anche in altri paesi, come l’Australia, la Francia e altri… Addirittura sembra che da oggi, mercoledì 29 gennaio, chiuderanno tutti gli aeroporti cinesi. I giornali londinesi hanno il virus cinese in prima pagina e la Brexit in quinta… Praticamente un’apocalisse… Ma sarà davvero così pericoloso questo virus, oppure è una bufala? Personalmente, credo che si tratti di una grossa bufala, e vi spiego perché. Innanzitutto, questo virus appartiene alla stessa famiglia della Sars (Severe acute respiratory syndrome), che andò molto di moda tra il 2002 e il 2003, scatenando le stesse, identiche apprensioni di oggi. Ebbene, le persone colpite dalla Sars nel mondo furono circa 8.000, di cui ne morirono circa il 10%, cioè circa 800. Sembra un numero elevato di persone, ma riflettiamo su quante persone si ammalano di polmonite ogni anno: le statistiche ufficiali dicono che si tratta di circa 450 milioni di persone l’anno, con una mortalità di circa 4 milioni di persone. Non c’è assolutamente paragone!  Ma, allora, perché tanto allarmismo? ...
... 
Qualcuno avanza l’ipotesi che dietro questo allarmismo si nasconderebbero interessi delle case farmaceutiche e aziende di bioingegneria cinesi interessate non solo a produrre il classico vaccino, ma anche altri prodotti sanitari, ad esempio dispositivi salvavita, prodotti medicali monouso, mascherine protettrici, ecc... Tale ipotesi sarebbe avvalorata anche dal fatto che diverse aziende cinesi hanno visto schizzare i loro indici di borsa in maniera esponenziale, fino al 10% in una sola giornata, che è il massimo consentito (su internet trovate anche i nomi di queste aziende). Conoscendo come va il mondo, non mi meraviglierei se questo allarmismo sia stato mirabilmente pensato a tavolino. Semmai, mi meraviglierei del contrario. Ho voluto condividere con voi queste riflessioni anche per dirvi di stare più che tranquilli, in quanto nessuno di noi morirà per colpa del simpatico Coronavirus 2019-nCov, anche perché ricordo che un batterio o un virus attecchiscono solo ed unicamente se il "terreno organico" è predisposto.
...
...
La querelle risale addirittura a oltre 200 anni fa, quando Louis Pasteur diceva che "il germe è tutto", mentre Claude Bernard diceva che "il germe è nulla, il terreno è tutto", ed aveva perfettamente ragione, e perfino Pasteur dovette dargli ragione quando Bernard era sul letto di morte. E questo spiega anche perché, incontrando lo stesso batterio o lo stesso virus, un soggetto muore, un altro semplicemente si ammala, un altro ancora neanche se ne accorge. La parola "terreno", utilizzata da Claude Bernard, equivale oggi al tessuto connettivo, definito oggi anche Matrice interstiziale: quando la Matrice è rinnovata e detossicata, deacidificata e alcalinizzata, è praticamente impossibile che vi si riescano a sviluppare batteri o virus molto virulenti e pericolosi. Perciò, non demonizziamo questo Coronavirus, così chiamato perché ha l’aspetto di una corona, perché quando la Matrice non è sana ci si può ammalare, e anche morire, per qualsiasi altro microrganismo, vedi Mycoplasma, Klebsiella, Streptococcus, Haemophilus influenzae, Staphylococcus aureus, Clamydia, Mycobacterium tuberculosis, ecc. ecc. Tutti insieme uccidono ben 4 milioni di persone all'anno, nel mondo, e se anche l'attuale coronavirus ne dovesse causare un migliaio, comunque non saranno mai paragonabili a 4 milioni... Perciò, l’unica cosa davvero importante è avere una Matrice sana che ospiti solo microrganismi buoni, e questo si ottiene solo facendo uno stile di vista più sano, aiutandoci anche con periodiche cure detossicanti come il digiuno terapeutico. Un caro saluto a tutti, dott. Simeone".





Ieri sera Odifreddi rammentava che, secondo i dati ufficiali, in Italia muoiono (circa) 250 persone al giorno per il fumo (credo non siano distinguibili da quelli che muoiono per aver lavorato/vissuto in ambiente inquinato, penso all'ILVA). Occasionalmente si parla dei morti dovuti al traffico, sembra che nel mondo siano poco meno di un milione (!) ogni anno, comunque in Italia sono 8-9 al giorno, più di tremila l'anno; l'UE misura in 50 morti per milione di persone ogni anno in Europa. Epidemie o pandemie? Solo la natura, anzi, 'è' la natura che spaventa, la morte determinata da malattia vale enne volte di più della morte che ci andiamo a cercare, per 'cultura' se volete.







helleborus
Parcoricco, foto di mezzo inverno: inaspettato un cespuglietto di fiori di Helleborus niger. Che delizia!




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Alla morte dei genitori i figli, due, ereditano un appartamento. Riescono a litigare sull'uso, sono solo due e non si tratta del castello di Urbino ma di un piccolo appartamento a Roma, beh, riescono ad arrivare agli avvocati! Gli avvocati raggiungono l'accordo di affittarlo in attesa di pace tra i due. Passa qualche anno e uno dei due eredi muore. Chi rimane decide di sfrattare l'inquilino che, tra l'altro, è moroso e per questo l'iter sembra breve. L'inquilino non se ne va e il proprietario va dai carabinieri che fanno le loro indagini e rispondono che l'inquilino non può andare via perché ospita ed è custode di un condannato ai domiciliari che è senza dimora. Rileggete quest'ultima frase perché ne vale la pena. Il proprietario è riuscito a riavere la casa dopo sei anni, cioè alla fine della pena del condannato, sei anni durante i quali nessuno ha pagato l'affitto.







Domani voto in Emilia e a Bologna.... aiuto! Comunque, una curiosità: su sette che si presentano, cinque hanno il cognome che comincia per B, B come Boh.
Non c'è questione, si sceglie chi è funzionale al proprio indirizzo, e troppi vertici TV sono leghisti e hanno scelto sondaggisti conformi al loro obiettivo. Fuori i leghisti dai posti chiave in RAI.
PS: è andata! possiamo continuare a dire B come Bologna





Mi sono chiesto perché, dopo essermi inventato La scala d’oro, spazio dove i lavori sono reali, hanno bisogno del chiodo al muro, mi sono attivato per Roma Ospita che propone immagini ‘imprendibili’.
Conosco bene i punti contro queste iniziative, in sostanza sono due: l’opera è riprodotta, non è reale; nelle proiezioni il tempo di fruizione non è dato dall’interesse di chi vede.
Sono punti non contestabili, è la realtà.
Ci sono punti a favore?
Roma Ospita non si inserisce in progetti con finalità diverse dall’arte, non è uno spazio di un grande mercato che vende auto o caffè. Non è neanche mercato dell’arte, con le vischiosità di quel mondo che si chiude a chi non ha adeguati contatti, contatti che, in genere, si risolvono col portafogli.
Roma Ospita è aperta a tutti, è completamente gratuita, non prevede imballi corrieri e ansie connesse, è a costo zero: 4 file da inviare via mail.
Roma Ospita è aperta a tutte le tendenze e consente un numero di partecipanti altrimenti non sostenibile.
Roma Ospita non si esaurisce ma si completa nel pomeriggio di proiezione delle opere partecipanti: il sito web continuerà a mostrare la collezione dei lavori raccolti corredati dai riferimenti dell’autore.
Roma Ospita è un “eccomi! mostro le cose che faccio, dal segno alla performance, quel che sia: venite a vederle ‘reali’ negli spazi che propongono arte”.
Roma Ospita è un invito a proseguire.
Roma Ospita






La prima considerazione è sulla fatica di chi ha vissuto già grande quelle vicende e ora le vede riproposte come storia: mamma mia quante vite passiamo in una vita!
Poi Vincenzo, che a occhio deve essere Balsamo, il tesoriere, l’amministratore del PSI, e, sia pure solo due volte citato, l’odiato Amato, quindi la figlia proposta monacale e il figlio da lui vissuto sempre come insufficiente. E lui, il personaggio, miracolo di bravura di Favino e di protesi: il trucco è oggi come mai un arte. ‘Hammamet’ è un bel film, qua e là un po’ lento ma con la lentezza sembra che gli attuali registi vogliano autocelebrarsi, sembrano dire guarda come sono bravo, ti propongo insieme il film e la noia della vita. Da vedere come film e non come storia documentata: Balsamo non si suicida ma muore d’infarto e quel suo figlio proposto non è mai esistito e così via… forse l’unica che si individua reale è l’ultima compagna, l’amante, ma è un flash che si spegne senza seguito. Nella parte finale la morte, rappresentata a mio parere con una fantasia lontana dal film, un corpo estraneo: il padre, le guglie del duomo di Milano… e poi ancora Milano con i due giovani e la cassetta del documentato, tutta materia aggiunta che non aggiunge nulla alla narrazione: il film finisce con lui riverso ai piedi della palma. Mi rimane una bella frase da rammentare: non bisogna aggiungere giorni alla vita ma bisogna aggiungere vita ai giorni. Niente male!
Hammamet






La seconda carica dello Stato prima vota e poi si dice superpartes: io mi sento preso per il culo, non so voi.







Sanremo: cioè, tra la pupa e il secchione la direzione del festival è stata data al pupone: un frequentatore di discoteche che fa carriera in RAI come pensate consideri le donne?







A Roma siamo oltre ogni ragionevole comportamento del Comune. Forse le montagne di spazzatura sotto alle quali viviamo sono cosa più grave, però non avere più un senso da dare alle parole non è da meno. Le nuove colonnine per i tagliandi di posteggio a pagamento, quelle che chiedono la targa e sono collegate in rete per intenderci, riportano, con un adesivo applicato tutte, che non è necessario esporre il tagliando. Bene, leggete la violazione indicata in questa multa di sabato scorso! Roma, un Comune da rieducare.
multa
parcometro





Ottava edizione di Premio Borgo, l'indirizzo è sul sociale che ha bisogno di idee e chissà che la creatività di chi tenta l'arte non possa essere di aiuto!
PB 2020






Qua e là se ne parla ma è soft l'info sugli scioperi in Francia, a Parigi in particolare, che vanno avanti da più di un mese e che creano serie difficoltà al governo: già due i ministri dimissionari come conseguenza.







Mario sapeva e la sua griglia accesa ti aspettava: proveniente dall'Argentina arrivasti direttamente al capanno Ugazzi a San Lorenzo, con una borsa termica piena di bistecche: una valigia di carne!
Ciao Italo che cinquant'anni fa mi spiegasti parecchio di quei paesi del mondo.







Soleimani come Gheddafi, operazioni, o meglio eliminazioni, finalizzate all'elettorato interno Usa che destabilizzano grandi aree del mondo, rendono povere intere popolazioni, tolgono il futuro alle nuove generazioni. (Una domanda per Purgatori mi rimane: perché non anticipare la trasmissione ed evitare di farla finire dopo l'una di notte?)
Speciale Atlantide dell'8 gennaio







Continuo ad avere l'impressione che non si faccia granché per arginare i venti di destra, e di guerra, a cominciare dall'informazione. L'elemento di difficile gestione è la tolleranza, che è totale su un fronte e zero sull'altro e questo comporta un'informazione perdente per i tolleranti: la selezione va fatta, senza selezione si va in bocca al mostro. Sui fronti di guerra, le situazioni sono così complesse e articolate che può essere difficile capire, ma questo non significa non stare da una parte, parte che, in assenza di certezze, si può scegliere per ragioni storiche e/o ideali, sapendo che l'altra parte sceglie sempre per ragioni economiche. Gli USA volevano e vogliono l'Iraq petrolio: come potevano accettare che l'uomo più influente e carismatico dell'Iran trattasse accordi con quel paese? Gli accordi sono sempre fonte di pace, come può un paese che da sempre vive di guerre contribuire alla pace in Iraq come in Libia petrolio, loro e i loro compari inglesi? E tutti gli attuali rimescolamenti nel 'cortile di casa loro' che hanno avuto origine nel Venezuela petrolio? Il resto sono complicazioni inventate ad arte per confondere, sviare, distrarre, favorite da una macchina che ha moltiplicato l'informazione fino a polverizzarla: il tiranno ordina il più potente esercito del mondo con un messaggino di poche righe. Pensiamo sempre, ora che meglio si comincia a testimoniare, quanto gli amerikani Cia siano stati artefici della serie oscena di stragi che abbiamo subito, loro e i loro amici mafiosi, amici fin dallo sbarco e poi mai abbandonati, utile contropotere informato e presente sul territorio del nostro paese. Questa Amerika di Trump riporta a odiare l'America.







Teresa De Santis è in quota Salvini e dirige RAIUNO, la più importante rete di informazione RAI. Un bel paradosso che abbiamo vissuto al massimo livello istituzionale: lasciare che chi avalla, se non supporta, la frattura sia vestito dall'istituzione. L'intervista a Rula Jebreal è su Repubblica, oggi accessibile solo agli abbonati.







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