Cronacheodiofantascemenza
Blog di Ricc Sabba

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NOTIZIE E FATTI SUBLIMI,
che corrono fra fantasia, follia e scemenza,

con una fantasia che può essere terrificante, una follia che puo essere illuminante e la scemenza sempre agghiacciante.



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Alla morte dei genitori i figli, due, ereditano un appartamento. Riescono a litigare sull'uso, sono solo due e non si tratta del castello di Urbino ma di un piccolo appartamento a Roma, beh, riescono ad arrivare agli avvocati! Gli avvocati raggiungono l'accordo di affittarlo in attesa di pace tra i due. Passa qualche anno e uno dei due eredi muore. Chi rimane decide di sfrattare l'inquilino che, tra l'altro, è moroso e per questo l'iter sembra breve. L'inquilino non se ne va e il proprietario va dai carabinieri che fanno le loro indagini e rispondono che l'inquilino non può andare via perché ospita ed è custode di un condannato ai domiciliari che è senza dimora. Rileggete quest'ultima frase perché ne vale la pena. Il proprietario è riuscito a riavere la casa dopo sei anni, cioè alla fine della pena del condannato, sei anni durante i quali nessuno ha pagato l'affitto.







Domani voto in Emilia e a Bologna.... aiuto! Comunque, una curiosità: su sette che si presentano, cinque hanno il cognome che comincia per B, B come Boh.







Mi sono chiesto perché, dopo essermi inventato La scala d’oro, spazio dove i lavori sono reali, hanno bisogno del chiodo al muro, mi sono attivato per Roma Ospita che propone immagini ‘imprendibili’.
Conosco bene i punti contro queste iniziative, in sostanza sono due: l’opera è riprodotta, non è reale; nelle proiezioni il tempo di fruizione non è dato dall’interesse di chi vede.
Sono punti non contestabili, è la realtà.
Ci sono punti a favore?
Roma Ospita non si inserisce in progetti con finalità diverse dall’arte, non è uno spazio di un grande mercato che vende auto o caffè. Non è neanche mercato dell’arte, con le vischiosità di quel mondo che si chiude a chi non ha adeguati contatti, contatti che, in genere, si risolvono col portafogli.
Roma Ospita è aperta a tutti, è completamente gratuita, non prevede imballi corrieri e ansie connesse, è a costo zero: 4 file da inviare via mail.
Roma Ospita è aperta a tutte le tendenze e consente un numero di partecipanti altrimenti non sostenibile.
Roma Ospita non si esaurisce ma si completa nel pomeriggio di proiezione delle opere partecipanti: il sito web continuerà a mostrare la collezione dei lavori raccolti corredati dai riferimenti dell’autore.
Roma Ospita è un “eccomi! mostro le cose che faccio, dal segno alla performance, quel che sia: venite a vederle ‘reali’ negli spazi che propongono arte”.
Roma Ospita è un invito a proseguire.
Roma Ospita






La prima considerazione è sulla fatica di chi ha vissuto già grande quelle vicende e ora le vede riproposte come storia: mamma mia quante vite passiamo in una vita!
Poi Vincenzo, che a occhio deve essere Balsamo, il tesoriere, l’amministratore del PSI, e, sia pure solo due volte citato, l’odiato Amato, quindi la figlia proposta monacale e il figlio da lui vissuto sempre come insufficiente. E lui, il personaggio, miracolo di bravura di Favino e di protesi: il trucco è oggi come mai un arte. ‘Hammamet’ è un bel film, qua e là un po’ lento ma con la lentezza sembra che gli attuali registi vogliano autocelebrarsi, sembrano dire guarda come sono bravo, ti propongo insieme il film e la noia della vita. Da vedere come film e non come storia documentata: Balsamo non si suicida ma muore d’infarto e quel suo figlio proposto non è mai esistito e così via… forse l’unica che si individua reale è l’ultima compagna, l’amante, ma è un flash che si spegne senza seguito. Nella parte finale la morte, rappresentata a mio parere con una fantasia lontana dal film, un corpo estraneo: il padre, le guglie del duomo di Milano… e poi ancora Milano con i due giovani e la cassetta del documentato, tutta materia aggiunta che non aggiunge nulla alla narrazione: il film finisce con lui riverso ai piedi della palma. Mi rimane una bella frase da rammentare: non bisogna aggiungere giorni alla vita ma bisogna aggiungere vita ai giorni. Niente male!
Hammamet






La seconda carica dello Stato prima vota e poi si dice superpartes: io mi sento preso per il culo, non so voi.







Sanremo: cioè, tra la pupa e il secchione la direzione del festival è stata data al pupone: un frequentatore di discoteche che fa carriera in RAI come pensate consideri le donne?







A Roma siamo oltre ogni ragionevole comportamento del Comune. Forse le montagne di spazzatura sotto alle quali viviamo sono cosa più grave, però non avere più un senso da dare alle parole non è da meno. Le nuove colonnine per i tagliandi di posteggio a pagamento, quelle che chiedono la targa e sono collegate in rete per intenderci, riportano, con un adesivo applicato tutte, che non è necessario esporre il tagliando. Bene, leggete la violazione indicata in questa multa di sabato scorso! Roma, un Comune da rieducare.
multa
parcometro





Ottava edizione di Premio Borgo, l'indirizzo è sul sociale che ha bisogno di idee e chissà che la creatività di chi tenta l'arte non possa essere di aiuto!
PB 2020






Qua e là se ne parla ma è soft l'info sugli scioperi in Francia, a Parigi in particolare, che vanno avanti da più di un mese e che creano serie difficoltà al governo: già due i ministri dimissionari come conseguenza.







Mario sapeva e la sua griglia accesa ti aspettava: proveniente dall'Argentina arrivasti direttamente al capanno Ugazzi a San Lorenzo, con una borsa termica piena di bistecche: una valigia di carne!
Ciao Italo che cinquant'anni fa mi spiegasti parecchio di quei paesi del mondo.







Soleimani come Gheddafi, operazioni, o meglio eliminazioni, finalizzate all'elettorato interno Usa che destabilizzano grandi aree del mondo, rendono povere intere popolazioni, tolgono il futuro alle nuove generazioni. (Una domanda per Purgatori mi rimane: perché non anticipare la trasmissione ed evitare di farla finire dopo l'una di notte?)
Speciale Atlantide dell'8 gennaio







Continuo ad avere l'impressione che non si faccia granché per arginare i venti di destra, e di guerra, a cominciare dall'informazione. L'elemento di difficile gestione è la tolleranza, che è totale su un fronte e zero sull'altro e questo comporta un'informazione perdente per i tolleranti: la selezione va fatta, senza selezione si va in bocca al mostro. Sui fronti di guerra, le situazioni sono così complesse e articolate che può essere difficile capire, ma questo non significa non stare da una parte, parte che, in assenza di certezze, si può scegliere per ragioni storiche e/o ideali, sapendo che l'altra parte sceglie sempre per ragioni economiche. Gli USA volevano e vogliono l'Iraq petrolio: come potevano accettare che l'uomo più influente e carismatico dell'Iran trattasse accordi con quel paese? Gli accordi sono sempre fonte di pace, come può un paese che da sempre vive di guerre contribuire alla pace in Iraq come in Libia petrolio, loro e i loro compari inglesi? E tutti gli attuali rimescolamenti nel 'cortile di casa loro' che hanno avuto origine nel Venezuela petrolio? Il resto sono complicazioni inventate ad arte per confondere, sviare, distrarre, favorite da una macchina che ha moltiplicato l'informazione fino a polverizzarla: il tiranno ordina il più potente esercito del mondo con un messaggino di poche righe. Pensiamo sempre, ora che meglio si comincia a testimoniare, quanto gli amerikani Cia siano stati artefici della serie oscena di stragi che abbiamo subito, loro e i loro amici mafiosi, amici fin dallo sbarco e poi mai abbandonati, utile contropotere informato e presente sul territorio del nostro paese. Questa Amerika di Trump riporta a odiare l'America.







Teresa De Santis è in quota Salvini e dirige RAIUNO, la più importante rete di informazione RAI. Un bel paradosso che abbiamo vissuto al massimo livello istituzionale: lasciare che chi avalla, se non supporta, la frattura sia vestito dall'istituzione. L'intervista a Rula Jebreal è su Repubblica, oggi accessibile solo agli abbonati.







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