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Nei lavori di Sabbadini si propone una molteplicità di dimensioni al di là delle tre fondamentali
nelle quali la nostra esperienza percettiva sembra ineluttabilmente imprigionata... .
In verità, non si tratta di semplici dimensioni spaziali quanto piuttosto di dimensioni dell’esistenza... .
Una più autentica comprensione dell’opera visiva di Ricc Sabba nasce dalla simultanea lettura dei suoi commenti scritti,

vere e proprie divagazioni esistenziali quanto mai puntuali, con le quali egli accompagna i cataloghi delle sue mostre,
da Bacilli del 1999 a n dimensioni, attraverso Ombre del 2001 e Fame/fame del 2005.
Per limitarci alla mostra recente, dopo quella che l’autore definisce “una reliquia di trentacinque anni fa” (1972)
dove “una giornata feriale” viene descritta in tutte le sue ambiguità e contraddizioni,
dalla vita sul posto di lavoro alla serata al bar e al cinema con la propria ragazza,
a un sonno dove il sogno è una foto sbiadita della vita diurna,
sino al risveglio e alla ripresa del lavoro, Ricc Sabba c’immerge con “Monologo notturno”
in una realtà diurna quotidiana che, grazie a una libera associazione pressoché ininterrotta
giocata soprattutto sul registro del significante, assume le sembianze di un sogno
capace di smascherare le ambiguità e le contraddizioni;
in una parola il “labirinto” della nostra esistenza biologica, logica, sociale, politica, religiosa, sessuale, tecnologica.

Ma oltre questa partecipazione in quanto essere umano aperto all’esistenza,

ritengo di essere stato ancor più coinvolto dall’opera di Ricc Sabba nelle mia veste di psicoanalista
chiamato a confrontarmi quotidianamente con dimensioni dell’esistenza sempre le stesse
ma sempre nuove e sconosciute; e la stessa psicoanalisi non è sfuggita a un tentativo di
inquadramento tridimensionale sicuramente riduttivo allorché la si è definita psicologia del profondo
o ci si è raccomandati di cominciare a interpretare a partire dai livelli “più profondi”.
Immagino che con ciò ci si volesse riferire alle profondità dell’inconscio, a loro volta garanzia di una autenticità dell’esperienza;
autenticità che, tuttavia, sembrerebbe non garantirla del tutto da una eventuale “stupidità”.
...
Ma allora, quale dovrebbe essere oltre alla profondità la dimensione

dell’ascolto psicoanalitico rispetto alle dimensioni dell’esistenza?
La stessa a cui allude Ricc Sabba quando, in un Monologo notturno,
fatto di parole associate senza punteggiatura, parla della “logica [che] cade quando viene proposta
come mito autosufficiente come routin(e) che porta a una cattedrale compiuta...” ;
la stessa dimensione, in altri termini, che emerge dai suoi quadri dove la sintesi organica
del pensiero (dell’immagine) lascia spazio ed evidenzia in modo comprensibile la complessità
e la contraddittorietà delle esperienze a cui fa riferimento.

Testo tratto dalla recensione di
Giorgio Sassanelli, pubblicata sul quadrimestrale eidos - cinema psiche e arti visive
N. 11 - marzo.giugno 2008.

R A N D O M : brani tratti da Buio

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Fame?
avete letto bene: si tratta proprio di fame, breviario di maxima moralia da leggere e da vedere
senza perdere di vista due tracce indipendenti e parallele, scrittura di penna e scrittura di luce.
Attenzione: le immagini non sono illustrazioni e basta, la scrittura non è solo didascalia. La sazietà,
se non è già disgusto, si raggiunge per gradi solo in un punto all’infinito, luogo geometrico
di celeste astrazione dove entrambi i segni sono come scia dissolvente di meteora o riflesso di asteroide.
Anzi, di asterisco. Ecco il punto: quel piccolo punto grafico fatto di molte punte
che non sembra dire granché ma che invece precisa qualcos’altro che a prima vista non appare.
Fame? Vedo e leggo in controluce un pamphlet di buone maniere, un corsivo di malcostume,
un contravveleno antiviolenza, una parabola evangelica. Una lieve scossa tellurica che porta infine
all’anoressia più che al nutrimento alla vista di quei corpi disseccati dalla luce,
pronti a far esplodere di rabbia un televisore qualunque bruciato vivo da indigesti colpi di spot.
Piero Berengo Gardin - luglio 2005

R A N D O M : brani e immagini tratti da Fame Fame

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Una lettura per tutte le stagioni:
fresca per alleviare il caldo dell'estate,
romantica per accompagnare la malinconia dell'autunno,
appassionante per mitigare il freddo dell'inverno,
piena di vita per accompagnare la primavera.

Una storia vera raccontata tra sogno e realtà,
con incontri vissuti e fantasticati,
in esperienze magiche e crude,
con emozioni forti e tenere,
tra ricordi dolci e amari
ma sempre con grande voglia di vivere,
che le riproduzioni di 28 acquerelli di Delio Meinardi
sottolineano ed accompagnano.

R A N D O M : brani e immagini tratti da I racconti del mare

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Ombra. A questa parola vengono attribuiti tanti significati, piacevoli o spiacevoli.
L'autore ne propone alcuni con poche parole e qualche immagine.
Gli argomenti, appena sfiorati, testimoniano qualche volta un dubbio, altre una certezza... come le ombre.
E le certezze possono essere rassicuranti... o allarmanti. Come le ombre.
Le immagini sono per lo più di origine fotografica, quasi tutte artefatte, sono... un'ombra della realtà.
Ora, si sa, nella realtà succede di confondersi: nell'ombra ci si azzecca?
In sintesi, questo è un tentativo di gettare un'ombra sulle ombre, sperando che... faccia luce! 

R A N D O M : brani e immagini tratti da Ombre

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Asocialità, menefreghismo, prepotenza, ingombrano le nostre giornate.
Viviamo sommersi da ignoranza, cattivo gusto e spicciola violenza.
Però chi compie queste azioni non è un marziano...anzi è uno di noi,
può essere il nostro vicino... e non sembra così incivile quando c'è vicino.
Si tratta di un contagio? Ma… potremmo quindi essere o diventare noi stessi
come lui? Proviamo a vivere queste azioni come nostre: che ci succede,
come ci sentiamo? Siamo presi da un malessere, testimone di vitale reattività,
o da indifferenza, testimone di un grigio futuro? Delle numerose manifestazioni
squalificanti che ci circondano, alcune, più facili da documentare, più diffuse
e presenti nelle nostre giornate, sono fotografate e raccolte in questa pubblicazione.
L'uso della foto è una scelta oggi rischiosa: l'avvento dei computer consente falsi
che non si distinguono dalla realtà. Speriamo che fra un po' d'anni nessuno creda
che sono reali testimonianze della nostra vita di fine novecento.

R A N D O M : brani e foto tratti da Bacilli

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